Clamorosi sviluppi nell’inchiesta sui presunti rapporti sessuali tra militari e soldatesse del 235° Rav Piceno.  Nel mirino degli inquirenti anche il marito di Melania

Salvatore Parolisi

La Caserma di Parolisi torna sotto i riflettori. Ad accendere l’attenzione sulla Clementi è l’annuncio dato da Panorama di una decina di indagati: nel mirino i presunti rapporti sessuali tra militari e soldatesse del 235° Rav Piceno. Tra i sottufficiali indagati ci sarebbe anche Salvatore Parolisi.

È questo l’epilogo del lavoro condotto per oltre un anno dal procuratore militare di Roma, Marco De Paolis. Il codice penale per gli uomini in divisa non prevede il reato di molestie sessuali e quindi i soldati dovrebbero rispondere di minaccia a inferiore per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri, minaccia o ingiuria a un inferiore e violata consegna.

De Paolis avrebbe ascoltato circa 200 persone tra ufficiali, sottufficiali e soldatesse, alcune ormai fuori dalle forze armate, raccogliendo un’ampia documentazione che porterà alla fase decisiva dell’inchiesta. È stato ascoltato anche l’allora comandante del Reggimento, colonnello Ciro Annichiarico, attualmente in servizio con la Nato a Lisbona. “Ero a conoscenza delle indagini in corso — è il laconico commento di Michele Vicari, attuale comandante della caserma di Ascoli —, ma non ho ricevuto alcuna informazione a riguardo: confidiamo nella giustizia e verrà punito ogni abuso riscontrato”.

I carabinieri I di Ascoli sono stati i primi a entrare nella Clementi per interrogare Parolisi e i suoi colleghi di lavoro subito dopo il delitto di Melania Rea, ma allora non avevano riscontrato alcun genere di ricatti sessuali o di minacce esercitate dai militari nei confronti delle soldatesse. Infatti era emerso con chiarezza che Parolisi avesse avuto delle relazioni, anche di tipo sessuale, con almeno due soldatesse (Ludovica e Rosa) e probabilmente anche qualche altro contatto occasionale. Ma non era stato rintracciato nessun genere di reato commesso dal caporalmaggiore. Il regolamento della caserma prevede che in caso di relazione tra un militare e una soldatessa, il sottufficiale abbia l’obbligo di comunicarlo al suo superiore: l’Esercito prevede che possano lavorare anche insieme, ma non in posizione subalterna.

“Non sappiamo nulla sugli esiti di questa indagine — spiega Federica Benguardato, legale di Parolisi —, e comunque non abbiamo nessun genere di riscontro di quanto ipotizzato dal procuratore, perché da tutte le testimonianze rese dai colleghi e dallo stesso Parolisi è evidente che dove ci sono stati contatti e rapporti anche sessuali, questi non sono stati mai ottenuti né con la violenza né con le minacce”. Salvatore Parolisi resta in cella a Castrogno. Il caporalmaggiore è stato arrestato il 19 luglio dello scorso anno ed è in attesa di giudizio per l’omicidio della moglie Melania. La prossima data fissata in calendario è quella del 20 settembre, quando verranno depositate le superperizie chieste dal giudice Marina Tommolini.

© Riproduzione Riservata

Commenti