Aspettando il nuovo processo a Messina, l’impresa è in pressing con i decreti ingiuntivi a Trappitello. Il Comune non ha ancora quantificato la contro-richiesta danni

è ancora "battaglia" tra Impregilo e Comune di Taormina

“Ottobre rosso” all’orizzonte per il Comune di Taormina. L’autunno sarà infatti cruciale per l’esito dell’estenuante contesa tra la casa municipale e Impregilo. L’impresa che realizzò i parcheggi reclama più di 40 milioni di euro e Palazzo dei Giurati, a sua volta, punta a chiedere altrettanti milioni di danni alla società milanese. Ormai è una partita a scacchi.

La Cassazione ha disposto che il processo per il filone principale del lodo – nel quale Impregilo chiede 21 milioni di euro – andrà rifatto in Corte d’Appello e aspettando quel momento, Impregilo sembra intanto aver ripensato la propria strategia legale, muovendosi ancor più determinata di prima sugli altri due fronti processuali che potrebbero costare al Comune di Taormina quasi 12 milioni di euro. Nei mesi scorsi il Tribunale di Trappitello ha già assegnato 4 milioni 382 mila euro a Impregilo. Tale ordinanza del giudice concerne un decreto ingiuntivo di “provvisoria esecuzione parziale” e nel dispositivo è stata ammessa la prova orale e la causa per l’espletamento della stessa, che si terrà nell’apposita udienza del 31 ottobre. Dopo quella data, se verrà confermata l’efficacia del decreto, la tesoreria comunale potrebbe essere costretta a dare esecutività al pagamento dei 4 milioni. E sempre a Trappitello c’è una richiesta avanzata da Impregilo contro il Comune per un ulteriore riconoscimento danni dell’importo di 7 milioni 200 mila euro.

A Taormina vi era la convinzione di aver allentato la pressione di Impregilo o meglio ancora di aver spostato l’asse della contesa, a seguito della valutazione espressa a Roma dalla Cassazione, ma è sugli altri due fronti che la situazione rischia di farsi complicata. La vicenda, come ormai è noto, riguarda l’azione giudiziaria intentata nei confronti dell’ente locale dall’impresa che ha eseguito a suo tempo i lavori del sistema di viabilità e parcheggi in città. Dopo l’estate incombe perciò un vero crocevia per le sorti finanziarie dell’ente locale, un bivio a tappe che mai come stavolta metterà a dura prova il Comune di Taormina.

Sembrano, in ogni caso, ancora lunghi i tempi per la parte principale del lodo. In primo e secondo grado di giudizio era prevalsa Impregilo, poi la Cassazione, il 16 giugno 2010 accolse il ricorso del Comune contro la sentenza (n. 323 /2003) della Corte d’Appello di Messina favorevole alla società milanese, stabilendo che proprio in quest’ultima sede si dovrà tenere un nuovo processo.

La casa municipale taorminese, a questo punto, dovrà stringere i tempi nell’iter finalizzato all’approvazione dello stato finale dei lavori, che riassume opere e pagamenti effettuati e che dovrebbe comprendere le penalità per inadempienze contrattuali. Il Comune vorrebbe rivalersi sull’impresa per una serie di ritardi nella consegna dei lavori e l’intenzione sarebbe quella di chiedere i danni a Impregilo.

Le cifre sono eclatanti: Impregilo si è mossa nelle sedi giudiziarie per chiedere al Comune somme che arriverebbero ad oltre 40 milioni di euro e, a sua volta, il Comune vorrebbe appunto quantificare in 40 milioni la cifra da chiedere all’impresa.

Il rapporto dare-avere è destinato ad assumere quote sempre più pesanti, anche perchè il trascorrere del tempo fa salire i termini economici del contenzioso, con riferimento ad eventuali rivalutazioni legali consequenziali al procedimento in corso. Il lodo Impregilo era e resta una “spada di Damocle” sul Comune, una storia infinita dall’esito sempre più imprevedibile.

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