Il professore ha perso la sua scommessa di governo o può dirsi “vincitore” per aver portato a compimento il disegno pianificato di un “imperialismo finanziario”?

Mario Monti

Nel suo articolo su “Il manifesto” del 22 u.s., intitolato “Crisi, perchè Monti ha fallito”, Piero Bevilacqua enumera alcune realizzazioni negative, distruttrici e anticostituzionali del governo Monti in 9 mesi. Apre e chiude il suo articolo dicendo che “Monti ha fallito”.

La mia domanda è: si tratta di un “fallimento” oppure del successo di un disegno, pianificato ed arrogante, dell’imperialismo finanziario ?

Ormai sono molti i commentatori che sono costretti ad indicare l’assoluta negatività , costituzionale , sociale ed economica – del governo Monti. Tra loro vi sono perfino colleghi “pentiti”, come Eugenio Scalari. Ma tutti costoro indorano le pillole avvelenate di questo governo, con slogan, omissioni, frasi di inellutabilità, pretesti fasulli, scuse di ogni tipo. In sostanza nessuno si azzarda a dire che Monti ha fallito: rimane ancora, nonostante tutto, il “salvatore della patria e dell’Europa”.

Perciò fa bene Bevilacqua ad elencarne le misure disastrose e classiste, che hanno prodotto un peggio- ramento degli indici capitalisti (spread, debito, PIL,ecc.), assunti come pretesto da Napoletano ed altri per far nascere il governo di “salvezza nazionale ed europea”, quello “tecnico” di Monti (solo ideologico). Il debito ammontava a 1.897 ML di euro nel dicembre 2011, oggi è arrivato a 1.966 ML. Lo spread si mantiene elevato e torna sui 500 punti. Il Pil – vecchio totem delle società capitalistiche – è nel frattempo diminuito e diminuirà ancora. Scenderà di oltre il 2% nel 2012.

La disoccupazione è aumentata, quella giovanile in particolare. L’ allungamento dell’età pensionabile ha bloccato l’assunzione di migliaia di giovani nelle imprese.“Quale slancio può venire da una società se si chiede agli anziani di lavorare sino alla vecchiaia e ai giovani di aspettare, cioé di invecchiare senza lavoro” ?- si domanda Bevilacqua- mentre allunga il suo elenco “critico” : distruzione dei diritti del lavoro, lavoro in nero e precario, tagli indiscriminati, ingiustizie crescenti. Come si vede un elenco parziale, perché le nefandezze sono molto più criminali ed arroganti . Basta pensare alla politica estera, alle spese militari, alle grandi opere, al ridimensionamento del ruolo costituzionale pubblico a favore dei privati, alla miseria crescente dei lavoratori, ai suicidi per motivi economici.

La cancellazione dei diritti costituzionali e del lavoro (Cost. art.1) è documentata in dettaglio su questo stesso sito. A questo problema ha dedicato un suo articolo recente Maria Grazia Campari, “Mercato del lavoro: una controriforma anticostituzionale” su Informarexresistere.fr

In questi giorni è diventata legge costituzionale il “fiscal compact”, con il voto della troika che sostiene Monti, Pd/Pdl/Udc : si tratta di una radicale eversione dell’impianto costituzionale italiano che si aggiunge alla perdita di sovranità nazionale, in tema costituzionale, monetario, militare, politico, sociale, economico e comunicativo. Con questo dogma neoliberista viene resa permanente la politica classista di “austerità”, si cancella qualsiasi ruolo pubblico nelle politiche economiche, viene resa obbligatoria la riduzione del debito che eccede il 60% del PIL al ritmo di un ventesimo l’anno. I governi imporranno un saccheggio sociale di 50 miliardi l’anno, per 20 anni. E’ una dichiarazione di guerra al movimento operaio, popolare e sindacale, volta a far pagare alle masse la crisi e i debiti del capitalismo, a liquidare tutte le conquiste sociali. Grazie al «Fiscal compact» i lavoratori faranno la fame, mentre i principali detentori dei titoli di Stato (le istituzioni finanziarie) continueranno ad incassare enormi interessi. Perciò gli indignados spagnoli protestano e manifestano, nonostante la dura repressione poliziesca.

Ma il limite maggiore dell’articolo di Bevilacqua sta nella sua impostazione : Monti non ha fallito, ha solo realizzato in Italia la politica distruttiva dell’imperialismo globalizzato ed europeo. E’ questa la sua missione, non quella di salvare il lavoro e l’occupazione, fare giustizia, ridurre la miseria o gli sprechi. Bevilacqua, come altri, parla genericamente di “ceto politico” (o partitico) . Ma i partiti italiani non erano e non sono tutti uguali, né dentro nè fuori dal Parlamento, né ai tempi di Craxi né oggi. Fingere che lo siano , serve solo ai partiti peggiori che sostengono Monti : costoro hanno tutto l’interesse che questo governo prepari loro il campo “arato”per una politica dello stesso segno, ormai “introitata”.

In ogni caso, che si tratti di “fallimento” o di successo, come io sostengo, il problema vero è valorizzare le idee e le forze del cambiamento reale e della liberazione sociale e popolare, in chiave costituzionale. La recente sentenza della Cassazione sull’acqua ha dimostrato che le lotte e i referendum popolari aprono brecce importanti nel disegno privatistico ed anticostituzionale di governanti affini (Pdl, Pd o Udc). Con grande ipocrisia, il Pd sostiene il suo Fassino a Torino, che vuole violare la sentenza contro la privatizzazione dell’acqua, mentre critica Alemanno che fa lo stesso a Roma. Come da decenni, chi sta all’opposizione critica, ciò che ha fatto o farà al governo : Uno sporco gioco delle parti.

Nelle piazze, nei media e con il voto bisogna perseguire la sconfitta della troika europea –FMI/UE/BCE- e di quella partitica italiana – Pd/Pdl/Udc. Quali e quanti giornalisti condividono questo obiettivo ?

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