Nel 1994 la Soprintendenza ha espresso un parere cautelativo di inedificabilità nell’area dove il Conune di Taormina ha dato adesso il via libera per 14 residence

Nuovo capitolo nella querelle politico-urbanistica sul futuro di via Pirandello e la concessione edilizia rilasciata dal Comune per interventi previsti all’interno dei terreni di “Villa Mon Repos”.

La questione, come detto, ripropone il dibattito che si prolunga da anni sulla fattibilità di nuovi insediamenti ricettivi e dunque l’edificabilità complessiva in via Pirandello.

Nel caso specifico dei terreni di “Villa Mon Repos”, ex sede storica del casinò di Taormina, da tempo in disuso e la cui proprietà è passata nel 2008 da un gruppo immobiliare con sede a Roma, si parla adesso della proposta di realizzazione di 14 residence all’interno di quella villa.

Ecco una nota della Soprintendenza, che il 30/06/1994, con apposito parere n.3994, ha espresso un vincolo cautelativo di inedificabilità in via Pirandello. A questa missiva ha fatto seguito un decreto (n.339 del 12/07/1997) dell’assessorato Territorio e Ambiente, richiamato nella recente nota in cui il presidente del Consiglio comunale, Eugenio Raneri, ha chiesto al sindaco Mauro Passalacqua un provvedimento cautelativo sulla suddetta concessione.

Nella circostanza la Soprintendenza fa riferimento ad una “iniziativa vincolistica che non dovrebbe limitarsi alla via Pirandello ed alle aree adiacenti ma dovrebbe essere esteso al più ampio contesto territoriale storicamente correlato all’asse viario sotto il profilo paesaggistico, morfologico ed ambientale”.

Oltre al vincolo vi mostriamo copia di una nota, di tre pagine, inviata nelle scorse ore sempre dalla presidenza del Civico consesso agli uffici preposti (ovvero Utc-Area Urbanistica ed il Suap). La contesa, insomma, si arroventa e sembra solo all’inizio.

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