La Sicilia “ritorna” alla Grecia, Berlusconi ancora in campo, le banche riprendono a speculare, Napolitano s’indigna contro i magistrati. I temi roventi dell’estate…

Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia

*La Sicilia é tornata alla Grecia. Dopo circa 2.270 anni sotto il dominio italico, seppur in forma “autonoma” la Regione Sicilia é tornata a far parte di tutto ció che la Grecia ha dato all’Europa: cultura, evasione fiscale, spese irresponsabili, scarsa disciplina fiscale, assunzioni clientelari (la Regione Sicilia conta 28.796 dipendenti).

Di conseguenza l’isola ha ora un debito pubblico di oltre 5,3 miliardi di euro, praticamente in bancarotta. Non solo, l’Ue ha fermato 600 milioni di sussidi perché i precedenti contributi alla Regione non sono stati utilizzati in modo chiaro e trasparente.

*Silvio Berlusconi é tornato attivamente in politica e si é candidato a premier del Pdl per le elezioni del 2013. Si dice che, questa volta, non sia sceso in campo per salvare lui stesso, ma per conto di quel 20% di parlamentari del Pdl che é o indagato, o condannato o temporaneamente prosciolto.

Ora la domanda é: se fossero vere le voci secondo le quali — seppur con una solida maggioranza in Parlamento e l’indifferenza per l’opinione pubblica — Berlusconi si é dimesso per dare il governo in mano a Mario Monti per paura che le banche gli avessero tolto le sue aziende quotate in borsa, come puó ora ricandidarsi? La risposta che arriva da alcuni analisti italiani é che Berlusconi sia stato colto di sorpresa, ma ora é preparato ed avrebbe alle spalle l’appoggio del suo amico, il premier russo Vladimir Putin, che gli metterebbe a disposizione i ricchi patrimoni dei suoi oligarchi in caso di scalate o attacchi speculativi su Mediaset.

*Le grandi banche sono tornate a speculare e, secondo il Fondo Monetario Internazionale,  quelle italiane sono a rischio, tanto che Moody’s ne ha declassate 10. Queste hanno speculato con i soldi dei risparmiatori ed ora sono a corto di liquiditá e quindi, da una parte spingono per i tagli dello stato (in modo da assicurarsi fondi dai Bot e Btp) e da un altro ostacolano la lotta all’evasione per non far rientrare capitali dai paradisi fiscali che per loro sono fonte di tanti utili.
*Il Pd é tornato a dividersi, tra i berlusconiani (come il sindaco di Firenze, Matteo Renzi) ed i bersaniani. I problemi sono tanti e vanno dal programma alle primarie, alla corruzione ad una leadership ossificata.

*Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano é tornato a far parlare delle trattative del 1992-94 tra stato e mafia. Per tenerle riservate ha aperto un conflitto contro la Procura di Palermo (che sta investigando) presso la Corte Costituzionale. A tal proposito, la casta si é mobilitata a favore del Presidente affinché il contenuto delle otto telefonate fatte al Colle dall’allora ministro  dell’Interno Nicola Mancino (accusato di falsa testimonianza sulle trattative), rimanesse riservato ed i magistrati di Palermo venissero censurati.

La logica direbbe che, se il Presidente non avesse nulla da rimproverarsi, ma vorrebbe semplicemente far rispettare le regole (seppur non ben chiare e senza precedenti), questo dovrebbe prima far divulgare le intercettazioni captate sul telefono di Mancino e poi premere per far rafforzare la “tutela del Capo dello Stato”.

*Infine, sono tornati i giochi di parole, come: E..state a Taormina, oppure “amare” (come nel titolo di questo articolo) l’Italia o per l’Italia.

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