Il regista presenta il suo nuovo lavoro “La migliore offerta”: sarà nelle sale a partire dal 4 genanio 2013

Giuseppe Tornatore

Giuseppe Tornatore al termine delle riprese del suo nuovo film ha presentato alla stampa “La migliore offerta” che uscirà nelle sale il 4 gennaio 2013.

Una produzione internazionale costata “13 milioni e mezzo di euro” e girata a Vienna, Bolzano, Milano, Praga e Roma. Protagonista è Geoffrey Rush nei panni del battitore d’asta Virgil Oldman.

Il film è la “storia di una trasformazione, forse grazie all’amore”, spiega Tornatore a Tgcom. Tutto ruota attorno a Virgil (Jeoffrey Rush) “un uomo inglese che vive nella Mitteleuropa e che a inizio film ha una personalità, mentre alla fine ne avrà un’altra, completamente diversa”. Il suo miglior amico è Billy Whistler, interpretato da Donald Sutherland, invece Claire (Sylvia Hoeks) è una cliente della sua casa d’aste. Con Robert (Jim Sturgess) si completa così quello che il regista siciliano ha definito: “il quadrilatero dei personaggi”.

Della trama si apprende che “non è una storia italiana” e neppure sulle case d’asta, “che fanno da background alla storia d’amore”. Questo mondo attrae da sempre il regista per le parole che vengono utilizzate, fortemente “allegoriche” e adattabili alla “tessitura un po’ gialla del film”. Infine “la musica di Ennio Morricone è pronta”, ma la si potrà ascoltare solo quando ‘La migliore offerta’ uscirà. “Geoffrey Rush mi ha insegnato molto, – continua Tornatore – con il suo sdoppiarsi tra senso di responsabilità e leggerezza”.

Com’è stato scelto il cast? Di attori “ne avevo solo un paio in testa (Rush e Sutherland, ndr)”. Il regista ha mandato il copione a Rush, “che dopo tre giorni mi ha risposto di sì e ci siamo incontrati al Festival di Toronto, dove abbiamo parlato del film, che, inizialmente doveva essere girato tutto a Vienna”. Poi però, “per non identificarlo troppo con la città, l’ho portato a Trieste, a Milano per gli interni, a Bolzano, Parma, Roma e Praga, dove si svolge il finale”.

La lingua inglese “dà unità al film” che trae spunto dalla “fraseologia sensuale e convincente dei cataloghi delle case d’asta”, raccolti dell’autore che ha compiuto diversi sopralluoghi a New York presso Sotheby’s, dove ha ripreso furtivamente il battitore.

Rispetto alla cinematografia precedente ‘La migliore offerta’ “è un film di rottura – sostiene Tornatore – un po’ come ‘Una pura formalità’, ma poi c’è chi ha dimostrato che fosse una trasfigurazione di ‘Nuovo Cinema Paradiso’.

La storia nasce in maniera completamente diversa dai miei film, non c’è connotazione autobiografica e la genesi è curiosa. Viene da un’idea vecchissima, di quando sono venuto a vivere a Roma. Solo di recente un altro elemento zoppicante mi ha suggerito che potesse completare il primo: si tratta di un’opera d’ingegneria cinematografica”. Su un’eventuale partecipazione della pellicola al Festival del Film di Roma, l’autore si è detto piuttosto scettico: “molto difficile, se non impossibile”.

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