L’11,1 % della famiglie del nostro Belpaese (corrispondente a 8,1 milioni di persone) vivrebbe in condizioni economiche moltodifficili e il 5,2 % (3.415.000) in vera e proprià indigenza. In media, risulterebbe che una famiglia composta da due persone conta un reddito medio di circa 1.011.03 euro, cifra che segna purtroppo la stabilità della povertà relativa e la mancanza di miglioramenti; a farne le spese è soprattutto il Mezzogiorno dove si è assistito ad un aumento dal 21,5% al 22,3%. Secondo questi tristi dati, in Italia c’è un aumento del 40,2%-50,7% di persone disoccupatee ritirati dal lavoro, soprattutto nel Sud del Paese; in particolare, il 23,3% delle famiglie che risiedono nel Mezzogiorno sono povere, cioè quasi una famiglia su quattro. Qui i poveri vivono in condizioni peggiori dell’anno precedente e la Sicilia e Calabria sono le regioni più interessate a questo fenomeno: nell’isola è povero il 27,3% delle famiglie, in Calabria lo è il 26,2%.

Comunque, tutte le famiglie italiane sono nello stesso “brodo”: il 7,6% di esse è a rischio povertà tanto che nel caso di una spesa non prevista, non avrebbe le risorse per affrontare il problema. Di colpo, quindi, potrebbe trovarsi involontariamente “coinvolto” tra le famiglie povere. Proprio per questo una famiglia su cinque è potenzialmente povera. Per sorridere un po’ (ironicamente), potremmo dire quindi che il 6% delle famiglie povere risulta «appena povero» mentre il 5,1% è «certamente povero». Manco a dirlo, se la situazione peggiora per le famiglie di operai (il 15,4% di queste è relativamente povero il 7,5% è assolutamente povero), migliora per quelle delle famiglie di dipendenti o dirigenti. (nel 2011 solo il 4,4 % risulta relativamente povero). La situazione più triste è per le famiglie con tutti i componenti ritirati dal lavoro, essenzialmente anziani soli e in coppia: per loro la povertà relativa va dall’8,3% al 9,6%, mentre l’incidenza di povertà assoluta dal 4,5% al 5,5%.

Ecco altri dettagli emersi dall’indagine Istat: la povertà assoluta cresce tra le famiglie con a capo una persona con profili professionali e titoli di studio bassi: famiglie di operai, con licenza elementare (dall’8,3% al 9,4%) o di scuola media inferiore (dal 5,1% al 6,2%). Sempre più nera, poi, le condizioni di vita delle famiglie con un figlio minore; qui la povertà relativa sale dall’11,6% al 13,5%, la povertà assoluta dal 3,9% al 5,7%.

Foto Ansa archivio/Massimo Percossi/deb

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