In 48 ore 200 delibere. Sindacati in rivolta contro le decisioni dell’ex commmissario. Chiesta al nuovo manager Magistri la revoca degli atti. “Sorprese” dell’ultima ora anche sull’ospedale “San Vincenzo”

Francesco Poli

Subito in salita il mandato del nuovo direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Messina, Manlio Magistri, che sul proprio tavolo ha ereditato nelle scorse ore il disastro consegnatogli dal commissario straordinario uscente Francesco Poli.

In una nota congiunta, i segretari generali e i responsabili dei Medici delle Funzioni pubbliche Cgil, Cisl e Uil denunciano l’ennesimo “atto di arroganza” perpetrato da Poli: mentre il presidente Lombardo si accingeva a firmare il decreto di nomina del direttore generale nella persona di Magistri, in solo due giorni, Poli ha adottato ben oltre 200 delibere.

«Atti che non si riferiscono solo all’ordinaria amministrazione – dichiarano Crocè e Andriolo, Emanuele e De Luca, Calapai e Capitanio, «ma anche di natura organizzativa, conferimenti incarichi che hanno il sapore di impegni politici. Poli era stato nominato per il ripianamento del disavanzo dell’azienda sanitaria provinciale di Messina, ma dobbiamo constatare che durante il suo mandato i debiti dell’ASP risultano essere superiori a quelli originari. É semplicemente scandaloso nominare dirigenti delle strutture complesse, approvare la nuova dotazione organica e la nuova rete ospedaliera o procedere alla rideterminazione dei fondi contrattuali, senza alcun confronto con le parti sociali».

I sindacati parlano di incarichi e nomine “dal sapore di impegni politici di giovamento al governatore Lombardo”.

Crocè e Andriolo , Emanuele e De Luca, Calapai e Capitanio lamentano nel documento di aver avuto «la possibilità di leggere solo l’oggetto degli atti adottati, pubblicati all’albo pretorio. Chiederemo – scrivono – al nuovo direttore generale la revoca, altrimenti saremo costretti ad assumere le iniziative del caso, anche di natura giudiziaria.

Ancora una volta Poli avrà il merito di aver contribuito a fare accumulare ritardi e ad ingenerare confusione, costringendo il nuovo direttore a riconsiderare tutti gli atti posti in essere come si suol dire “in zona Cesarini».

I sindacati – come riporta Tempo Stretto – sottolineano, inoltre che “per quanto riguarda gli atti oggetto di confronto sindacale oggi stesso sarà richiesta la revoca, con la speranza che finalmente all’ASP di Messina si dia il via ad un nuovo corso, sapendo che in questo particolare momento si impone una programmazione seria e concreta, all’insegna del confronto, del dialogo e della condivisione delle scelte. Ma riteniamo che il nuovo direttore deve fare un “reset” ti tutti gli atti di marca Poli”.

Subito un banco di prova importante per Magistri, manager stimato e autorevole che sarà chiamato a dare una svolta ad un’azienda di fatto affondata dalle ultime gestioni. Le capacità operative e la riconosciuta trasparenza umana e professionale del nuovo diretto generale fanno ben saperare a fronte di un compito molto difficile.

Nelle duecento delibere di Poli ci sarebbero anche decisioni che riguardano l’ospedale San Vincenzo di Taormina. Proprio nelle stesse ore in cui Poli ha lasciato l’Asp5, il sindaco Mauro Passalacqua rilasciava alcune dichiarazioni stampa vantando, tra le righe dell’annuncio della sua ricandidatura alle comunali 2013, di aver difeso il presidio taorminese. Al “San Vincenzo”  – ha detto sempre il primo cittadino – “non è stato perso un solo posto letto”.

Parole, quelle dell’attuale sindaco di Taormina (sinora esponente Mpa), che rischiano di diventare un boomerang se dovesse emergere che l’ex commissario Poli (notoriamente vicino agli ambienti Mpa), pochi istanti prima di lasciare il suo incarico, ha deliberato scelte inopportune – o peggio ancora penalizzanti – per Taormina. Non vorremmo, infatti, scoprire inopportune modifiche alla pianta organica con l’accorpamento di alcuni reparti, e magari constatare che qualche unità abbia tratto beneficio proprio al minuto conclusivo dell’era Poli.

Magistri sta già vagliando gli atti, potrebbe revocare in auto-tutela quelle 200 delibere (o una parte di esse) e di certo si è detto intenzionato a fare luce su quel che gli è stato lasciato dal predecessore. Di certo, nel caso specifico dell’ospedale di Taormina, ci saranno situazioni da chiarire una volta per tutte.  

Al nuovo direttore generale dell’Asp, i segretari generali e i medici delle funzioni Pubbliche di Cgil, Cisl, Uil “augurano buon lavoro consapevoli del disastro che lo stesso dovrà affrontare”. Un augurio che va certamente condiviso.

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