Morosopoli acqua: albergatori e commercianti si stanno mettendo in regola con il Comune. Ma ora è “caccia” ai residenti occasionali e chi si è trasferito senza pagare. Mille persone rischiano di finire in tribunale a settembre

maxi-evasione sulle bollette d'acqua

Nuovi sviluppi nel giro di vite intrapreso dal Comune sul mancato pagamento delle bollette d’acqua a Taormina. Un fenomeno che nell’ultimo decennio ha raggiunto cifre record e sul quale il Comune sta cercando di porre rimedio, passando anche alle vie legali.

Gli uffici stanno proseguendo l’attività di recupero delle somme spettanti a Palazzo dei Giurati e secondo aggiornamenti di queste ore la “caccia” agli evasori riguarderebbe adesso soprattutto i proprietari di seconde case e residenze condominiali.

Si sono, invece messi in regola il 90% degli alberghi, esercizi commerciali e attività di ristorazione, anche attraverso piano di rateizzazione concordati con il Comune per i termini di versamento delle somme.

L’attenzione ora è puntata, come detto, su chi trascorre soltanto un periodo dell’anno a Taormina ma non si è messo in regola in questi anni con il pagamento delle utenze, sino ad accumulare importi non indifferenti di bollette sin qui non corrisposte al Comune.

E un altro ambito nel quale è in atto una ricerca capillare agli evasori è quello di coloro i quali, dopo aver maturato una posizione debitoria nei confronti dell’ente locale, si sono intanto trasferiti in altre città d’Italia o anche all’estero. Persone che sono andate via da Taormina senza mettersi in regola e alle quali si sta cercando di risalire all’attuale domicilio, quantificando al contempo gli importi che vanno pagati al Comune di Taormina.

Per quanto concerne le somme che non erano state introitate dal 2001 al 31 dicembre 2009, gli uffici comunali hanno già recuperato 3 milioni 626 mila 816 euro, ai quali si aggiunge il previsto il rientro – per cui sono in atto le procedure – di ulteriori 3 milioni 058 mila euro. Il tutto, insomma, porta ad un importo complessivo trattato che ammonta a 6 milioni 685 mila euro. Siamo ormai in piena estate, le “vacanze” incombono, ma a settembre oltre mille residenti potrebbero ritrovarsi davanti ad un giudice.

Il legale di fiducia incaricato dal Comune per il recupero delle morosità, l’avv. Franco La Face, ha predisposto una “raffica” di atti di diffida e messa in mora – proprio un migliaio circa – inerenti coloro che ancora adesso non hanno pagato. Tramite apposite notifiche sono stati concessi 15 giorni di tempo per mettersi in regola con gli importi dovuti. Inevitabile, al decorso infruttuoso del termine, che si mettano in moto “le procedure di recupero coattivo del credito, con aggravi di spese ed interessi, oneri connessi al ritardato pagamento oltre a spese legali, nonché – come previsto nel vigente regolamento – alla risoluzione del contratto in essere e alla sospensione della somministrazione di acqua potabile”.

Mai come in questo momento la casa municipale sarà intransigente, per forza di cose, vista la situazione a dir poco critica in cui versa finanziariamente Palazzo dei Giurati, dove com’è noto non è stato ancora esitato neppure il bilancio annuale di previsione. Sinora, sul territorio di Taormina centro e frazioni, sono state trattate sinora 4381 utenze e il Comune ha inviato circa 8 mila raccomandate con avvisi di pagamento.

Per diversi “furbi” si è resa inevitabile la sospensione del servizio idrico e, per forza di cose, in tanti hanno deciso di rimediare a quanto evaso, anche “spalmando” il pagamento delle cifre in oggetto in alcune rate.

L’attività di recupero delle somme, ricordiamo, è stata avviata durante la gestione commissariale del Comune di Taormina, nei primi mesi del 2008 e dunque prima delle elezioni che hanno poi portato all’insediamento dell’attuale Amministrazione.

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