Ibra e Thiago al Psg per 65 mln, tifosi in rivolta: Barby impone il fidanzato Pato, Silvio si finanzia la campagna elettorale per il 2013. Scatta la contestazione. Il pallone può già affondare la corsa del Cavaliere alle politiche?

Silvio Berlusconi e la figlia Barbara

Silvio incassa 65 milioni e fa respirare le casse del suo gruppo, Barby difende il suo amore Pato e scarica il “nemico” Ibra. E in questo gioco perverso, in poche ore, viene smantellato il “giocattolo” Milan.

Mai come adesso, la famiglia Berlusconi preecipita nel gradimento di milioni di tifosi rossoneri, che tra un anno saranno anche – in buona parte – potenziali elettori dell’ex premier che si ricandida per le politiche 2013. 

Amor di denaro, amor di campagna elettorale (che di denaro ne risucchia parecchio) e infine, perché no, anche amor di padre. La vicenda Milan, con Berlusconi che annuncia la vendita di due assi come Ibrahimovic e Thiago Silva, non è affatto un intreccio semplice. La decisione, Berlusconi l’ha presa e annunciata non a Milano, ma a Roma.

Durante il vertice di palazzo Grazioli, vertice squisitamente politico che ha dato il via libera ufficiale a “Berlusconi candidato premier 2013″. E non deve stupire perché in casa Berlusconi le vicende sportive si annodano alla politica. La campagna elettorale costa cara e a qualche maligno non è sfuggita la coincidenza tra un Milan che incassa 150 milioni e una campagna per le politiche tutta da fare. Ma non di soli quattrini si tratta.

Come non pensare che anche nelle aride questioni d’affari non abbia fatto capolino il sentimento paterno. Poteva mai Berlusconi cedere al Paris Saint Germain, anziché Thiago e Ibrahimovic, chessò, Pato? Se n’era parlato a gennaio scorso ma la questione è stata subito archiviata: “Pato resta a Milano”, sottinteso: accanto a Barbara che oltre che compagna del brasiliano è figlia del presidente della squadra e consigliere d’amministrazione del Milan. Quattrini e amore vanno di pari passo in quel di via Turati, si arrangino i tifosi che sognavano ancora una squadra di campioni da fantascienza. Il paese è in crisi e il calcio si adegua. “I tifosi capiranno. Altrimenti si trovino qualcun altro che investa più soldi di quanto non abbia fatto io in tutti questi anni”, ha chiosato Berlusconi.

Già, ma i tifosi masticano amaro e in rete i commenti si sprecano. “Ma non era meglio vendere agli arabi direttamente tutta la società?”. “Il numero 10 a Ibrahimovic e la fascia a Thiago Silva, le promesse si sono rivelate menzogne”. C’è chi giura – e sono in tanti – che non farà più l’abbonamento: “Per vedere chi? Una difesa da serie B?”. Qualcun altro maligna: “Ma i 150 milioni serviranno per la campagna elettorale?”.

Persino un rossonero e berlusconiano della prima ora come Teo Teocoli commenta sconsolato: “La società è in decadenza. Si era capito con le vendite di Kakà e Pirlo. Gli obiettivi della presidenza sono cambiati, la Champions League ormai solo un miraggio. Speriamo almeno di entusiasmarci e di vincere qualche derby, ma almeno l’allenatore è quello giusto? Ci vorrebbe Zeman”.

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