Si accendono le polemiche dopo la concessione edilizia rilasciata dagli uffici del Comune di Taormina alla nuova proprietà, che vuole 14 residence in via Pirandello

Villa Mon Repos

Si riaccende la “questione urbanistica” a Taormina. Il presidente del Consiglio comunale, Eugenio Raneri, ha inviato nelle scorse ore al sindaco Mauro Passalacqua una nota nella quale chiede la revoca di una concessione edilizia all’interno dei terreni di “Villa Mon Repos”.

La questione ripropone il dibattito che si prolunga da anni sulla fattibilità di nuovi insediamenti ricettivi e dunque l’edificabilità in via Pirandello.

La missiva riguarda i terreni di “Villa Mon Repos”, ex sede storica del casinò di Taormina, da tempo in disuso e la cui proprietà è passata nel 2008 da un gruppo immobiliare con sede a Roma. “Si parla adesso – spiega Raneri – della proposta di realizzazione di 14 residence all’interno di quella villa e a questo punto il caso dovrà arrivare d’urgenza in Consiglio. Il sindaco deve dire se vuole che via Pirandello venga cementificata”.

La nota trasmessa dal presidente del Civico consesso al sindaco riguarda un “progetto per la realizzazione di residence previo recupero volumetrico dei fabbricati esistenti in via Pirandello”.

“La invito formalmente – scrive Raneri al sindaco – a volere adottare tempestivamente un provvedimento cautelativo inerente la concessione, in quanto si ritiene in contrasto con un decreto assessoriale della Regione n.339/Dru del 12/07/1997 (che pone un vincolo di edificabilità in via Pirandello). La richiesta trae presupposti dall’esame sommario della pratica. Appare opportuno ricordare il caso “Minerva”.

Ci si riserva di far pervenire a breve le motivazioni della richiesta avanzata, che a mio parere conducono alla revoca della concessione edilizia”. La villa, a suo tempo, era stata individuata nel circuito delle possibili aree destinabili attraverso il Prusst ad un piano di ampliamento dell’offerta ricettiva nella “Pirandello” ma poi su questo indirizzo non c’è stato il via libera del Consiglio comunale.

Nel caso di “Villa Mon Repos” va detto che rimarrebbe intatto, e verrebbe sottoposto a maquillage, l’edificio che ospitò il casinò e rappresenta un pezzo di storia della città. Nel vecchio casinò si propone la realizzazione di “attività ludiche”. Non si esclude che possa essere futura sede di una gaming hall.

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