Berlusconi si candiderà premier e all’estero si è già scatenata una valanga di attacchi. Financial Times: “sotto processo, paga le prostitute ma vuole tornare”

Silvio Berlusconi ancora in campo

L’ennesima sfida di Silvio Berlusconi, che si candida alle politiche del 2013, riporta subito l’Italia del Cavaliere al centro dell’attenzione in tutto il mondo. Criticato, disprezzato e deriso, da qualcun altro invece ancora acclamato: di certo nessuno fa parlare come lui. E arriva l’ennesima conferma.   

Per Silvio Berlusconi l’Italia è «un Paese di merda», eppure vale ancora la pena di ricandidarsi alle prossime elezioni. Per governarlo o almeno rappresentarlo in parlamento.

Il tam tam sul ritorno del Cavaliere per le legislative del 2013 ha messo in subbuglio i vicini europei, oltre che milioni di italiani. La notizia di Berlusconi di nuovo in campo è stata ripresa dal Financial Times, che ha ricordato come «l’imprenditore miliardario è ancora alle prese con alcuni processi giudiziari, incluse le accuse di abuso d’ufficio e di aver pagato una prostituta minorenne per far sesso».

Anche se, da parte sua, l’ex premier ha preferito glissare sul suo ritorno, il segretario del Popolo della libertà Angelino Alfano ha confermato come «in tanti glielo stiano chiedendo». E poi: «Io sono tra questi e credo che, alla fine, si deciderà a farlo», ha riportato il quotidiano britannico, citando la dichiarazione di Alfano.

Del resto, il segretario del Pdl non è un iscritto qualsiasi al partito. «E se a spingere per il gran ritorno è addirittura il suo pupillo…», ha riferito ironico il quotidiano della City. “Mister bunga bunga è tornato e vuole riprendersi l’Italia”.

In Germania considerano Berlusconi il vero e unico collante del Pdl. La Süddeutsche Zeitung ha sottolineato invece come «non tutti, nel Pdl, vogliano Berlusconi in corsa» per il suo quarto mandato. In fondo, si tratta pur sempre di un ex premier che, ancora in carica, ha avuto parole poco cortesi per il suo stesso Paese.

Eppure, ha commentato il quotidiano tedesco, va riconosciuto al Cavaliere di essere ancora l’unico collante, capace di tenere insieme i cocci di un «partito andato in pezzi». Dalla sua uscita di scena, infatti, il Pdl ha offerto «un’immagine dissestata, sia a livello di contenuti sia di personalità politiche». Nonostante, con la sua investitura, l’ex premier avesse dato ad Alfano il compito di rinnovare il partito.

«Senza il suo fondatore», ha riportato la Sz parafrasando il Corriere della Sera, che per primo ha dato l’indiscrezione, «i sondaggi sostengono che il Pdl raccoglierebbe appena il 10%. Se scendesse in campo Alfano, con il Cavaliere dietro le quinte a fare il presidente di partito, i voti salirebbero al 18%. Con Berlusconi candidato di punta, a mobilitare i suoi sostenitori, la percentuale raggiungerebbe il 30%».

In allarme anche il francese Le Figaro, che ha raccontato come la «politica italiana viva ore frenetiche». Da una parte i rumor – poi messi a tacere – sulla candidatura del premier Mario Monti.

Dall’altra, le indiscrezioni della stampa nazionale sugli «eccellenti sondaggi» in mano a Berlusconi sul suo ritorno in campo.

«Indagini alla mano, l’ex premier ha capito che, senza di lui, il Pdl rischia di subire un tracollo», ha scritto il quotidiano d’Oltralpe, «così ha detto non andrà in vacanza per preparare un nuovo programma e un nuovo team nella sua residenza di Arcore».

Per le prossime legislative, ha chiosato il settimanale tedesco Spiegel, «gli italiani possono contare su un uomo, la cui era veniva data come definitivamente conclusa». Auguri, sembrano esclamare i tedeschi.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=xUBjOuoDKig[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti