Monito del presidente Giampaolino: “non c’è alcuna equità nell’imposizione delle tasse. Sistema deficitario”

il presidente della Corte dei Conti, Giampaolino

I guai sono indubbiamente riconducibili al passato e a chi ha governato l’Italia negli anni recenti e passati, ma chi c’è adesso – il professore Monti – non sta brillando per rimettere in sesto le cose e sta spremendo i contribuenti di piccolo e medio reddito.

“Altro che equità. In Italia c’é una situazione di forte squilibrio nel prelievo fiscale e ingiusto vantaggio di coloro che hanno concreta possibilità di autodeterminare la base imponibile dichiarata”. L’allarme è arrivato dal presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino.

Il monito lo ha lanciato in un’audizione alla commissione per l’Anagrafe tributaria: «Il sistema attuale si rivela grandemente deficitario, continuando a essere concepito in chiave reattiva piuttosto che in chiave persuasiva», ha detto.

Secondo Giampaolino, «sintomo di tale inadeguatezza è il fenomeno degli omessi versamenti delle imposte dichiarate».

Le misure di lotta all’evasione legate alla tracciabilità dei pagamenti «andrebbero rafforzate, almeno nella parte delle limitazioni all’uso del denaro contante: è intuibile come la gran parte delle transazioni che possono dare luogo all’occultamento dei ricavi si addensi al di sotto della soglia dei 1.000 euro».

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