Il prestigioso marchio passa ai reali per oltre 600 milioni di euro. A riferire la notizia il Financial Times

Valentino

Determinante è stato il blu Valentino. Dopo anni di rosso arcifamoso e glamour. Forse la parola definitiva l’ha detta la superba collezione che ha sfilato qualche giorno fa a Parigi nelle giornate della couture e che ha puntato sullo ieratico colore del cielo quando fa notte.

Il marchio Valentino è passato di mano. Potrebbe addirittura essere stato acquistato dalla famiglia reale del Qatar: a riferirlo è il Financial Times che parla di colloqui avanzati tra i reali arabi e i rappresentanti del fondo Permira che detengono il marchio dal 2007; questo accordo potrebbe riguardare anche il marchio Missoni. La cifra pattuita tra Permira e i nuovi proprietari sarebbe di oltre 600 milioni di euro.

Importante ora è che il marchio storico della moda italiana resti a Roma. Che le quaranta sarte capaci di realizzare i magnifici abiti che si sono visti nella ultima sfilata in Francia, lavorino ancora nei saloni di piazza Mignanelli. Importante è che il marchio abbia la sua riconoscibilità e identità italiane.

Fondamentale è che alla guida stilistica ci siano ancora saldamente, ma questo con dovrebbe essere un problema visti i successi mietuti, i due romanissimi geni della couture come Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli che hanno dato impulso alle vendite e ulteriore credibilità alla griffe facendo collezioni di alta moda, pret-à-porter femminile e maschile, accessori, giudicati unanimemente eccellenti.

Le vicende della griffe hanno conosciuto momenti abbastanza tumultuosi. Ultimamente era strettamente legato al marchio Hugo Boss detenuto dalla stessa Permira. Valentino ha versato parecchie lacrime il giorno in cui ha venduto la sua maison, altre ma più gioiose sono sgorgate dai suoi verdi occhi il giorno che è andato in Borsa a Milano. Prima acquisito dalla famiglia Marzotto, poi dal fondo Permira, sembrava che la griffe Valentino non riuscisse a decollare di nuovo. Difficile è stato il passaggio dalle mani di mister Garavani a quelle della stilista che è venuta dopo, Alessandra Facchinetti. Una specie di meteora durata due stagioni.

Ed ecco infine, scelta tra gli stilisti che già disegnavano gli accessori, la coppia Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, che sempre più coerentemente e con grande conoscenza della grande sartoria si è fatta largo e ha avuto sempre maggiori consensi di critica e di pubblico. Valentino Garavani, ottanta anni lo scorso maggio portati egregiamente tra sport, barche e ville sparse per il mondo, ha più volte dato la sua benedizione a Chiuri e Piccioli, e si è riconosciuto nelle loro collezioni. Il sarto ha fondato la maison a Roma nel 1957 con il socio Giancarlo Giammetti, dopo aver lavorato negli atelier parigini di Desses e di Laroche.

La Sala Bianca di Pitti, la collezione bianca, il vestito da sposa per Jackie Kennedy che convola a nozze con Onassis, tra le clienti regine e dive, meraviglie di vestiti che rendono le sue mostre momenti magici. Il suo museo, Valentino lo ha fatto nella tenuta di Wideville vicino a Parigi: dopo le promesse romane mai mantenute di uno spazio a lui dedicato. Ora alla guida ci sono due giovani talenti, che hanno già vestito sui red carpet Scarlett Johansson e Julia Roberts. Oltre a schiere di giovani altolocate, capaci di riconoscere i veri valori della couture.

L’amministratore delegato Stefano Sassi, già qualche giorno fa aveva fatto capire che un passaggio di mano era imminente. Ora sarebbe successo davvero. Grazie al prestigio del nome e al blu Valentino mandato in scena da Chiuri e Piccioli.

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