Sondaggi darebbero il Pdl al 30% con Berlusconi ai posti di comando: il Cavaliere si prepara a scendere in campo

Silvio Berlusconi

Il Cavaliere prepara l’ultima sfida. Silvio Berlusconi è pronto a tornare in campo. Nonostante sia stato lui il principale responsabile della situazione che ha portato al governo tecnico di Mario Monti per salvare l’Italia dal baratro, il Cavaliere ha ancora voglia di governare il Paese (dì la tua: vai al sondaggio).

Dopo aver passato due settimane a studiare gli ultimi sondaggi in vista del voto del 2013 e aver parlato con dirigenti del Pdl e imprenditori – come rivela Lettera 43 – , Berlusconi ha infatti deciso di ricandidarsi come premier, sostenuto da molti militanti pidiellini e dallo stesso segretario Angelino Alfano.

D’altronde, gli ultimi dati emersi dai sondaggi vanno in questa direzione: secondo gli intervistati, un Pdl senza Berlusconi non arriverebbe al 10% dei voti mentre la candidatura di Angelino Alfano alla premiership, con il Cavaliere in campo come presidente del partito, porterebbe un risultato intorno al 18%. Se invece Berlusconi fosse ancora in corsa per la presidenza del Consiglio, in un ticket con Alfano e una squadra di giovani dirigenti, si arriverebbe fino al 30%.

Lo “zoccolo duro” dell’elettorato berlusconiano è ancora vivo, dunque, e crede ancora nel Cavaliere nonostante le sue note vicende extra politiche (dal caso Ruby al caso Mills) e il suo ultimo fallimento al governo.

Il risultato del 30% potrebbe non bastare a conquistare la guida del Paese, ma darebbe al Pdl un ruolo determinante nella prossima legislatura, soprattutto se si arrivasse a una grande coalizione chiamata a continuare il percorso di risanamento dei conti e di uscita dalla crisi economica.

L’estate, in questo senso, è arrivata nel momento giusto perché serve a Berlusconi per preparare la nuova discesa in campo: «Una scelta che non avrei voluto fare ma a cui mi stanno spingendo i sondaggi, centinaia di lettere e di messaggi del popolo dei moderati», ha detto.

E secondo indiscrezioni di stampa, Berlusconi starebbe lavorando per un accordo sulla legge elettorale che preveda una forte quota proporzionale, tale da impedire a chiunque di diventare il partito egemone di una nuova maggioranza. Così a lui verrebbe consentito, in un modo o nell’altro, di essere fondamentale per le sorti del futuro governo: insomma, essere l’ago della bilancia e far sentire il proprio peso al momento opportuno.

Tra le novità di settembre, sono previsti il nuovo nome del partito, una squadra di 40enni che promuoverà la nuova avventura politica, le consultazioni di leader internazionali con cui ha mantenuto rapporti e l’individuazione di candidati capaci di conquistare voti sul territorio.

La strada è ancora in salita, ma dopo la conferma che Mario Monti non ha intenzione di ricandidarsi nel 2013, Berlusconi ha fiutato l’occasione e, quasi 20 anni dopo la sua prima apparizione politica, è pronto a scendere nuovamente in campo.

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