Il presidente Agnelli: “non le abbiamo messe perché non riconosciamo quel modo di contare della Federcalcio”. Resta la scritta: “30 sul campo. Vogliamo vincere tutto”

Vucinic e Vidal con le nuove maglie della Juve

Al via la nuova stagione della Juventus. Dopo le visite mediche dei giocatori bianconeri a Torino, allo Juventus Stadium, sono state presentate le nuove maglie, griffate Nike. Vucinic e Vidal hanno fatto da modelli per la prima maglia, quella bianconera. Asamoah ha sfoggiato la maglia da trasferta, nera, che già era stata presentata. Quagliarella ha indossato la tuta e Marrone la divisa da trasferta.

Alla fine della presentazione ha preso la parola il presidente Andrea Agnelli, che prima di rispondere alle domande dei giornalisti, ha fatto un lungo monologo partendo dalla scelta di togliere le stelle dalla maglia. “Abbiamo tolto le stelle – ha detto Agnelli – perché non riconosciamo il modo di contare della Federazione. Per noi sono trenta. La federazione conta fino a 27 poi ne salta due e poi arriva a 28…”.

«Abbiamo realizzato qualcosa di impensabile solo un anno fa. Siamo qui per un evento molto importante nel giorno della presentazione delle nuove maglie ma vedere lo scudetto sulla maglia e ripensare a certi pronostici dell’inizio della stagione scorsa fa un certo effetto. Sono molto felice e quando si viene alla Juve bisogna solo pensare alla vittoria. Si torna ai blocchi di partenza ma da parte nostra c’è consapevolezza. Ci saranno tre competizioni e con queste maglie le rappresenteremo al meglio. È una delle maglie più belle d’Europa con lo scudetto e i marchi Jeep-Nike. Questa maglia nasce da lontano”.

“Voglio ringraziare la Nike per questo perché gli abbiamo chiesto uno sforzo doppio. Ci siamo chiesti come rappresentare i 30 scudetti e le tre stelle. Ci sentiamo questi 30 scudetti. Questo scudetto n° 30 parte da lontano. Ho sempre detto che la Juve ha rispettato le decisioni della giustizia sportiva allora. Sono emersi dei fatti nuovi, si è deciso di non decidere e da lì sono partite delle azioni legali per una questione di dignità. Questo fa si che le nostre azioni legali stanno procedendo e ci ha portato al risultato sportivo dell’anno scorso. Noi contiamo e arriviamo a 30, la Lega a 28. E quindi abbiamo preso le due stelle e le abbiamo tolte perché non riconosciamo più il conteggio della Federazione. Da qui nasce il “30 sul campo” che abbiamo dato la possibilità di aggiungere sulla maglia. Sulla Lega c’è una cosa che mi dà fastidio. Sentire i commenti che affermano “in Lega non succede niente” mi danno fastidio. Lavoriamo con la passione della gente e non possiamo pensare che organizzazioni criminali tocchino le passioni delle persone. La giustizia ordinaria deve essere più sinergica con la giustizia sportiva”.

Poi il presidente si schiera al fianco dell’allenatore Conte: “Lo conosco bene, so che ha in mente una sola cosa, la vittoria. Ora andrà da Palazzi, così anche lui avrà la possibilità di dire la sua verità, durante l’interrogatorio chiarirà la sua posizione e potrà allenare la Juve. Dobbiamo confermare quanto di buono fatto la stagione passata. Abbiamo una missione: quella di vincere perché è l’unica cosa che conta. Piano B? Ho parlato con Antonio e sono sereno. Non esiste il piano B. Vincere la Champions? Vogliamo vincere tutte le competizioni in cui partecipiamo. Certo poi sarà difficilissimo perché la Champions è ambiente competitivo e con club che fatturano il doppio di noi”.

“Chi prenderà la maglia n° 10 lo decideranno i ragazzi. Portare quel numero è faticoso. Auguro al prossimo un successo paragonabile a quello del giocatore che l’ha indossata precedentemente. Allegri? Non rispondo a domande di questo tipo e non lo farò più. Io rispondo della Juve e non degli altri che devono pensare agli affari loro”.

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