Lo scrittore auspica la legalizzazione per sotrrarre profitti al mercato delle mafie. In Italia il 60% dei giovani fa uso di cannabis: il consumo è in aumento

l'eterno dibattito sul proibizionismo

Roberto Saviano ha scritto: “In situazioni di estrema necessità è possibile avviare un dibattito che può dare anche risultati virtuosi, sottrazione di guadagni e del mercato della marijuana alle organizzazioni criminali.

E’ possibile trovare un percorso condiviso su argomenti spesso troppo difficili da trattare, come la legalizzazione delle droghe leggere. In Italia questo è un argomento impronunciabile. Le istituzioni non se ne occupano, i nostri media non ne parlano, ad eccezione, credo, del “Notiziario Antiproibizionista” di Radioradicale.

Quanto ci metteremo a comprendere che questa è una vera emergenza? Legalizzare non significa incentivare, ma sottrarre al “mercato alle mafie”.

Ormai in Italia è il probizionismo che chiude le menti nonostante il chiaro fallimento delle politiche di war on drugs, lo stesso che uccide ricordiamo Cucchi.

Con il proibizionismo viene meno il consenso di guardare scientificamente alle opportunità soprattutto terapeutiche nell’uso della Cannabis e al contempo il traffico degli stupefacenti produce enormi ricchezze alle organizzazioni criminali. Continuando a percorrere tale strada il Paese viene sottratto alle nuove generazioni e consegnato totalmente nelle mani delle organizzazioni criminali.

E se l’attuale governo prendesse in considerazione lo slogan riportato tempo fa “Legalizzare e Tassare”? Sarebbe forse necessaria un’impostazione antiproibizionista?

Scrive Baudelaire: “Signore visibile della natura visibile, ha dunque voluto creare il Paradiso con la farmaceutica, con le bevande fermentate simile a un pazzo che ai mobili solidi, ai veri giardini, sostituisce scenari dipinti su tela e montati su telai”.

Legalizzare assume un doppio significato, sia di rivalutare l’argomento in campo sanitario sia scientifico con la prospettiva anche di non criminalizzare i comportamenti personali.

Con la legalizzazione verrebbero recuperati fondi che si potrebbero adottare per politiche di riduzione del danno nella cura della tossicodipendenza come dice Andrea Di Martino, verrebbe aperta inoltre la strada alla sperimentazione di quelle che potrebbero essere tutte le qualità terapeutiche delle sostanze derivanti dai Cannabinoidi.

Anche sulla base delle parole di Saviano, tale importante argomento dovrà ora essere preso in considerazione soprattutto nel nostro Paese, in particolar modo in questo periodo dove domina la crisi.

Nel 1937 il dott. Walton, professore di farmacologia all’Università del Mississipi, affermò: “Le leggi federali del 1937 dovrebbero essere sufficientemente efficaci nel rendere queste preparazioni completamente introvabili per qualsiasi ed ulteriore abuso. Regole ancora più rigide per fare diventare la droga inaccessibile anche ai fini medici e scientifici sarebbero imprudenti, giacchè ulteriori usi della droga potrebbero essere sviluppati e gli svantaggi
essere completamente adombrati. La droga ha certamente delle propietà importanti, e se la sua struttura chimica viene determinata e le variazioni sintetiche sviluppate, alcune di queste si possono dimostrare particolarmente valide, sia come agenti terapeutici che strumenti sperimentali”.

E se oggi si prendesse in considerazione l’ipotesi di coltivare,legalizzando, la marijuana favorendo la crescita economica del Paese?

L’Italia è il Paese dove il consumo di hashish e marijuana è in forte aumento, il 60% tra giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni e adulti di età compresa tra i 30 e i 60 anni fanno uso di cannabis.

© Riproduzione Riservata

Commenti