Tempi duri per la Spagna. Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha reso note le nuove proposte per contrastare le difficoltà economiche del Paese, che prevedono tra le altre cose anche la soppressione della tredicesima 2012 per i dipendenti pubblici e l’aumento dell’Iva. Le somme dovute verranno restituite con i fondi pensione del 2015. Queste misure di austerità dovrebbero portare ad un risparmio complessivo di 65 miliardi di euro nella spesa pubblica entro il 2014 ed una ripresa economica entro due anni e mezzo circa.

Ma le brutte sorprese non finiscono qui per i cittadini: i dipendenti pubblici avranno diritto a meno giorni di ferie e permessi sindacali, verranno diminuite le imprese pubbliche e le indennità sindacali, e il 20% circa dei consilieri locali verrà eliminato. Si prevede un aumento dell’Iva dal 18% al 21%, escusi i beni alimentari per cui è previsto il passaggio dall’8% al 10% e per i beni di prima necessità come il pane (4%). «Viviamo in un momento cruciale che determinerà il nostro futuro e quello dei nostri giovani, del nostro welfare. Dobbiamo uscire da questa voragine. E dobbiamo farlo il prima possibile: non c’è spazio per fantasie o improvvisazioni a braccio, perché non c’è scelta» – Ha dichiarato il premier spagnolo.- “L’obiettivo delle misure è di liberare la Spagna dal peso del deficit e del debito pubblico e rispettare l’impegno con l’Europa”.

Nonostane la manovra di 27 miliardi attuata dal governo iberico lo scorso dicembre, il Paese non riesce a venir fuori dalla crisi e le banche si trovano in grave difficoltà, tanto che il fondo salva-Stati europeo ha dovuto stanziare loro ancora 30 miliardi di euro. L’unione Europea, considerata la situazione critica, ha prolungato di un anno la dilazione concessa a Madrid per provvedere al suo deficit. Questi ulteriori provvedimenti cadranno direttamente sulle spalle dei cittadini, già molto provati, e hanno suscitato subito proteste e malumori pesanti.

A Madrid si è assistito alla “marcha negra” dei minatori del carbone, che da settimane protestano per i tagli previsti nel loro settore. I “ribelli” hanno lanciato pietre, petardi, bottiglie e persino banane nei pressi della sede di polizia adiacente al ministero dell’Industria. Per sedare la manifestazione le forze dell’ordine hanno dovuto difendersi sparando pallottole di gomme: in tutti 43 i feriti e 5 gli arrestati. La situazione sta diventando veramente pesante e sarà molto difficile contenere la rabbia e la delusione degli spagnoli costretti ancora a “stringere la cinghia”.

E i vicini italiani assistono dalle loro case a questi scontri, chiedendosi amareggiati: “Toccherà presto anche a noi?”.
Foto: Ines Baucells/archdc

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