Parla il Comandante della Costa: “Dominica era in plancia, ma era l’amica di tutti. Il resto è solo gossip”

Francesco Schettino

In esclusiva a “Quinta Colonna”, il programma di Canale 5, il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, racconta particolari inediti sul naufragio.

Ecco alcuni stralci dell’intervista riportata su Tgcom.

Comandante lei ha deciso di parlare qualche giorno dopo la fine degli arresti domiciliari, perché?
Perché prima cosa voglio metterci la faccia, perché credo sia mio preciso dovere spiegare come sono andati gli eventi in quanto questa vicenda è articolata e complessa secondo il mio punto di vista, ognuno ha la sua verità, non è sicuramente la verità assoluta, ma credo sia un mio preciso dovere visto che un po’ tutto il mondo è stato coinvolto direttamente o indirettamente in questa vicenda, credo sia un mio preciso dovere fare questo anche se non ne avrei tanta voglia di parlare, sinceramente lo faccio come dovere morale verso il pubblico, la mia intenzione non è di far cambiare idea al pubblico, perché ognuno ha la propria idea la rispetto e la mantengo, non auguro sinceramente mai a nessuno di poter vivere un bivio, un dramma del genere.

Ripercorriamo cronologicamente quella giornata, perchè lei chiede di essere avvisato per andare in plancia al momento dell’arrivo vicino al Giglio?
Se il maitre mi chiede comandante passiamo da li… è normale per dire guarda vengo pure io, suoniamo tre fischi di saluto all’isola è normale che il comandante presenzi.

C’era anche la Cemortan?
La signorina stava aspettando fuori dove sta la tenda e aspettava la cabina libera, la chiave che gli avrebbe poi fornito…

Perché era lì? Perché era li in plancia, seppur dietro?
Perché lei era una mia amica e del capo commissario, una persona che voleva fare una crociera con le sue amiche a bordo, voleva comprare un biglietto in Russia, disse che nelle agenzie russe non era riuscita a trovare un posto sulla nave e quindi la aiutammo a trovare regolarmente una cabina e un regolare biglietto di viaggio.

C’è stato molto gossip attorno a questa vicenda e l’hanno descritta come qualcosa di più di un’amica
E’ normale che c’è stato gossip…E’ sicuramente una persona socievole, simpatica e un po’amica di tutti, non necessariamente non doveva essere qualcosa di più.

Però quella sera era a cena con lei la Cermotan?
E’ stata a cena con me, è stata assieme anche al capo commissario perché alla fine ripeto ci sono delle persone con cui vale la pena farsi due risate… nient’ altro…

Si è detto che la manovra, quindi il saluto al Giglio fosse una manovra fatta per dimostrare anche agli occhi di questa ragazza le sue doti di capacità di portare quella grande nave vicino al Giglio
A parte il fatto che era notte e quindi non c’era nulla da vedere, meno male che poi su Fb hanno trovato il messaggino che l’inchino era stato fatto per il mettre.

“Passiamo il più vicino possibile”. Questo lei avrebbe detto al cartografo Canessa, secondo quanto afferma l’ufficiale Koronika
Io non volevo sfidare nessuno, abbiamo programmato una navigazione a mezzo miglio e basta, quindi mezzo meglio per me era una distanza accettabile per fare un saluto, altrimenti non l’avrebbero manco visto, manco sentito sto benedetto saluto. C’è una differenza tra un inchino e un passaggio, quello doveva essere un passaggio ravvicinato all’isola, perché in caso di inchino noi generalmente, si riduce la velocità, si va a distanza ravvicinata, si scelgono le carte giuste per fare l’inchino ad una certa distanza dalla terra, se fosse stato programmato un vero e proprio inchino, non sarebbe successo perfettamente niente.

Ma lei si sente di dover chiedere scusa a qualcuno?
Ma sicuramente io non posso essere felice per quello che è successo, il mio cordoglio, il mio affetto più sincero va alle persone che purtroppo non ci sono più. Il danno economico sicuramente ci sta, i danni sono per le perdite, per le persone che sono state colpite nei loro affetti e alla fine sicuramente per l’azienda e per il comandante della nave che poi è stato vittima di tutto questo sistema, questa cosa che è successa che è un sentimento indescrivibile, è ben minore dell’ affetto di una madre che perde una bimba sicuramente, è incommensurabile. Però la perdita della nave per un comandante è qualcosa…non esiste un metro di dolore.

Lei dice il mio cordoglio…il cordoglio non equivale alle scuse, le ho chiesto se lei pensa di dover chiedere scusa?
Certamente, perché io non pensavo mai potesse accadere una cosa del genere, va al di là di ogni intenzione di voler fare qualcosa del genere. Nell’incidente non solo viene identificata la nave, l’azienda, viene identificato il comandante e quindi è normale che io debba chiedere scusa, quindi è normale che io debba chiedere scusa, proprio come rappresentante di questo sistema a tutti.

Lei ha parlato di una madre e di una bimba, lei come ha preso la notizia della morte della piccola Daiana Arlotti?
Preferirei evitare, non vorrei parlarne…perché già mi fa star male.

Io però glielo devo chiedere comandante
Questa è una domanda che mi distrugge, è terribile.

Perché?
Lasciamo stare dai…

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