Il premier a Bruxelles dopo il vertice Ecofin: “sistema bancario vulnerabile, mio vero obiettivo è salvare Euro”

Mario Monti

Anche le conclusioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin testimoniano la “volontà di fare tutto ciò che è necessario per salvaguardare la nostra moneta e far progredire il progetto politico europeo”.

Lo ha sottolineato il premier Mario Monti, nella conferenza stampa conclusiva dell’Ecofin a Bruxelles, dove ha ribadito di non avere alcuna intenzione di tornare al governo dopo le prossime elezioni.

“Ho sempre escluso, e lo escludo anche oggi, di considerare una esperienza di governo per quanto mi riguarda che vada oltre la scadenza delle prossime elezioni che è la scadenza naturale del governo che ho l’onore di presiedere. Naturalmente sono e resterò anche dopo di allora membro del Parlamento in quanto senatore a vita”, ha affermato Monti. Il prmeier ha comunque ammesso che è sicuramente “ardito” dire che l’Italia “non avrà mai bisogno” degli aiuti europei, ma in ogni caso Mario Monti per ora “non lo prevede”, soprattutto per gli aiuti del tipo di quelli chiesti da Grecia, Portogallo o Spagna. “Confido ancora oggi – ha proseguito il presidente del Consiglio – che l’Italia, essendosi messa sulla dura strada ma largamente condivisa dei conti in ordine, non si appresti ad avere bisogno di interventi del primo tipo ma possa però avere interesse ad interventi del secondo tipo”.

Monti ha spiegato di essere “convinto dell’importanza delle proposte delineate nel “rapporto dei quattro”: questo processo dovrà condurci verso il traguardo di una vera e propria, genuina come dice il testo inglese, unione economica e monetaria. L’aver posto questo obiettivo è di per sè un importante segnale per i cittadini e i mercati sulla volontà di fare tutto ciò che è necessario per salavaguardare la nostra moneta e far progredire il progetto politico europeo”.

Del resto, ha osservato Monti, “più si va a fondo per risolvere i problemi più gravi e immediati e più si vede che è difficile farlo senza muovere un passo verso l’unione economica e monetaria”.

Il premier ha poi sottolineato come sia emersa la necessità, alla luce della realizzazione dell’unione bancaria “o meglio finanziaria”, di “rendere più ambiziosa la direttiva sulle procedure di liquidazione e ristrutturazione degli istituti di credito, coerente con l’approccio più avanzato del summit di giugno”. “La crisi che stiamo attraversando – ha concluso – ha evidenziato la vulnerabilità del sistema bancario in Europa e i rischi di contagio”.

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