Gioco d’azzardo e sfruttamento delle sale slot per un giro d’affari da 300 mila euro. Almeno 7 vittime. Operazione “Loan Sharking” condotta dalla Guardia di Finanza

Massimo Losi

 Cinque arresti e quattro indagati per usura e riciclaggio nell’operazione della Gdf “Loan Sharking”, nata, insolitamente, dalla denuncia di un usuraio.

Un giro d’affari di 300mila euro con interessi dal 120% al 300%. Sette le vittime di usura tra Taormina, Gaggi e Giardini Naxos, molte sono state adescate all’interno di sale slot della zona jonica.

Sequestrati anche 7 appartamenti, una mercedes, conti correnti e libretti di risparmio.

E’ nato tutto dalla falsa denuncia di uno degli indagati a carico di un usurato. Massimo Losi, 40enne assicuratore di Taormina, già fermato dai Carabinieri qualche giorno fa per resistenza a pubblico ufficiale, aveva sporto denuncia nei confronti di una sua vittima per occultare il fitto scambio di assegni dovuto all’attività usuraia.

Così nel dicembre del 2010 sono iniziate le indagini della Guardia di Finanza di Taormina per l’operazione “Loan Sharking” diretta dal sostituto procuratore Fabrizio Monaco.

Un giro d’affari di 300 mila euro all’ombra delle sale slot con tassi d’interesse dal 120% al 300% annui. I cravattai, secondo quanto emerso dalle indagini, giravano il denaro alle vittime in cambio di assegni in bianco, ricevendo in garanzia persino immobili, acquisiti e poi intestati a familiari.

La Gdf ha eseguito così stamattina 5 arresti, dalle indagini non emerge una struttura di cooperazione tra i soggetti che faccia pensare a un’associazione dedita all’usura, ma piuttosto a malviventi che operavano singolarmente. Ai domiciliari sono finiti Filadelfo Maugeri, 40 anni di Aci S. Antonio e la moglie Rosa Di Mauro, 34 anni, mentre in carcere sono andati Massimo Losi, 40enne di Taormina e dei 58enni Antonio Foti di Giardini Naxos e Ugo Carmelo Oliveri di Gaggi. Sono tutti accusati di usura con aggravante, tranne Rosa Di Mauro, arrestata invece per riciclaggio.

La donna avrebbe, infatti, cercato di occultare i proventi dell’usura reinvestendoli nell’acquisto di immobili e assicurazioni sulla vita. L’evidente sproporzione tra i redditi dichiarati dai cravattai, in molti casi disoccupati e nullatenenti e gli investimenti effettuati ha portato inoltre al sequestro di 7 appartamenti, 3 intestati a terzi, una mercedes classe A, più 11 depositi bancari, tra conti correnti e libretti di risparmio.

Le vittime, in tutto sette, venivano adescate soprattutto all’interno di sale slot del comprensorio jonico tra Taormina, Gaggi e Giardini Naxos. Molte avevano il vizio del gioco e per fronteggiare i debiti si rivolgevano agli strozzini, altri invece per difficoltà economiche, come nel caso di una coppia che voleva festeggiare il compleanno della figlioletta e aveva chiesto in prestito 300 euro. Si trattava perlopiù di piccole cifre, la cessione massima scoperta dalla finanza ammontava a 60 mila euro.

Sono state inoltre denunciate a piede libero altre quattro persone, tre delle quali vittime degli stessi usurai. A loro viene contestata l’accusa di favoreggiamento per aver negato, nonostante l’evidenza, i prestiti sotto usura.

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