Ancora allarme piogge. Il Paese piange 171 vittime ma ora si teme il possibile ripetersi della catastrofe

inondazioni in Russia

Ancora allarme maltempo a minacciare una nuova catastrofe nel sud della Russia, mentre nel Paese oggi è giorno di lutto nazionale: si piangono le 171 vittime nelle inondazioni nella regione del Kuban, sul Mar Nero, oltre a quelle di un grave incidente ad alcuni pellegrini russi in Ucraina, che ha ucciso 14 persone e ferito altre 29.

Nella Federazione, così come nelle ambasciate all’estero della Russia vengono abbassate le bandiere. Le istituzioni culturali e la televisione di stato eviteranno programmi di intrattenimento, dopo che il presidente Vladimir Putin ha ordinato un’inchiesta per stabilire le cause della tragedia.

Piange i suoi morti la regione di Krasnodar, mentre teme nuove inondazioni che secondo il Ministero delle Situazioni di Emergenza potrebbero verificarsi a breve. Forti piogge, grandine e tuoni: un vento burrascoso minaccia un certo numero di zone montane, dove numerosi fiumi e torrenti potrebbero traboccare, inondando le pianure. La situazione è particolarmente preoccupante ad Absheron, Belorechensk, Kurganinsk, Labinsk, Mostowski, Novokubansk, Otradnensky, Tuapse, Ust-Labinsk e Armavir.

La tragedia e le sue possibili cause sono ora il tema principale per i media e l’opinione prevalente è: il disastro poteva essere evitato. Le vittime avrebbero potuto essere molte meno, se esistesse un sistema normale di segnalazione dell’emergenza, scrive il quotidiano “Vedomosti”.

Il sindaco di Krymsk, Vasilij Krutko in un incontro con il presidente Vladimir Putin ha detto che in tv era stato segnalato il pericolo con un sottopancia. Peccato che ormai non c’era più elettricità, quindi nessuno ha potuto vederlo, sottolinea il giornale.

Le autorità della regione di Krasnodar ha riferito che 26.500 hanno riportato traumi a causa delle inondazioni. Distrutto il sistema di fornitura di energia elettrica, gas e acqua, traffico stradale e ferroviario. A Krymsk 4.600 persone sono ancora senza elettricità. Più di 640 case distrutte nel Kuban, 3.300 persone senza tetto.

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