Salvi i mini-ospedali, meno province; 26 miliardi di risparmi nel triennio. Monti: “prevediamo un terzo provvedimento in materia di agevolazioni fiscali”

Mario Monti

Dopo una riunione fiume durata più di 7 e iniziata alle 18, nella notte il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sulla spending review. Salvi i mini ospedali, stop all’aumento dell’Iva di due punti percentuali almeno per un anno, 26 miliardi di risparmi nel prossimo triennio, tagli delle provincie.

«Prevediamo nelle prossime settimane – ha detto Monti in conferenza stampa – un terzo provvedimento sulle agevolazioni fiscali, la revisione strutturale della spesa e i contributi pubblici sulla base delle analisi effettuate da Amato e Giavazzi».

Il provvedimento garantirà risparmi da 4,5 miliardi nel 2012, che diventeranno 10,5 nel 2013 e 11 nel 2014.

Il dl ottiene la sospensione sino al 30 giugno 2013 dell’incremento dell’Iva e riduzione dell’incremento dell’Iva a decorrere dall’anno 2014. «L’obiettivo – ha detto il viceministro Grilli è di riuscire a far sparire l’aumento dell’Iva e quindi di riuscire a trovare nelle prossime misure altri 6 miliardi».

QUESTI I PUNTI SALIENTI:

Salvi i mini-ospedali. I mini-ospedali sono salvi. Nel decreto sulla spending review, infatti, non c’è più l’intervento previsto dalle bozze circolate nei giorni scorsi che ipotizzava la chiusura per decreto – di fatto un taglio deciso direttamente – delle strutture ospedaliere con meno di 80 posti letto.

Mancano, dal dl approvato, anche le norme sui tribunali, per cui è stato deciso un mini rinvio, fino a domani. “Ballano” 295 uffici giudiziari destinati alla soppressione o all’accorpamento: 37 tribunali, 38 procure e 220 sezioni distaccate.

Tagli alla P.A. Nella Pubblica amministrazione è previsto un taglio degli uffici dirigenziali di almeno il 20% e delle risorse destinate al personale non dirigenziali di almeno il 10%.

Buoni pasto. A decorrere dal 1° ottobre 2012 il valore dei buoni pasto attribuiti al personale, anche per i dirigenti non può superare il valore nominale di 7 euro.

Eliminati eccessi di spesa. Per i Ministeri e gli enti sono stati eliminati eccessi di spesa per 1,5 miliardi nel 2012 e 3 miliardi a partire dal 2013. Taglio del 50% rispetto al 2011 per i fondi relativi al parco auto. Tra gli interventi la soppressione dell’Isvap e della Covip (saranno accorpate nell’Irvap) e di altri enti e società.

Consulenze. Stop alle consulenze per i dipendenti pubblici che andranno in pensione.

Scuola. Confermata la spesa di 103 milioni di euro per garantire l’acquisto di libri scolastici da distribuire gratuitamente agli studenti. Saltano i fondi per scuole non statali, mentre 10 milioni vanno alle Università non statali, con un taglio del 50%.

Province. Accorpamento delle province per popolazione ed estensione. Il Cdm fisserà le soglie minime per il mantenimento di una provincia. Il processo sarà completato entro la fine del 2012. «Questo processo potrà portare presuntivamente ad un numero che si aggira intorno alle 50 province», ha stimato il ministro Patroni Griffi. Saranno salve le province degli attuali capoluogo e entro il primo gennaio saranno istituite 10 città metropolitane: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. In questi casi saranno soppresse le province.

Esodati. Il decreto legge, ha aggiunto Monti, «estende la clausola di salvaguardia ad altri 55 mila soggetti che hanno maturato i requisiti successivamente al dicembre 2011. L’importo complessivo è di 1,2 miliardi a partire dal 2014».

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