Helsinki dice no alle misure anti-spread. Ma l’Ue: “rientra negli accordi di Bruxelles, si andrà avanti”

il commissario Ue, Josè Manuel Barroso

Finlandia non ci sta allo scudo anti-spread tanto caldeggiato dal premier Mario Monti, e minaccia di abbandonare l’euro con un ultimatum che non piace all’Europa e all’Italia stessa.

A una settimana dall’intesa raggiunta al delicato vertice di Bruxelles dove i leader europei hanno dato il via libera al fondo salva-stati, Helsinki si è detta pronta a dire addio alla moneta unica pur di non sobbarcarsi i debiti degli altri Stati membri.

Immediata la replica del presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, che ha subito rilanciato l’invito a tutti i Paesi affinchè rispettino gli impegni presi “all’unanimità” durante il cruciale summit in Belgio. E a nulla sono valse nei giorni scorsi, le strigliate dello stesso Barroso e del presidente permanente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, che avevano bacchettato Jyrki Katainen. Il premier finlandese, infatti, di pari passo con l’Olanda, aveva annunciato un veto per bloccare l’impiego dell’Esm, il fondo per l’acquisto di bond di Paesi in difficoltà.

La questione è arrivata fino al social network di Twitter, dove l’economista Nouriel Roubini ha parlato di “rischi di guerra commerciale”. Hanno fatto “infuriare” l’Italia le minacce della Finlandia di uscire dall’euro e di imporre un ipotetico veto sullo scudo anti spread, tanto che la penisola avrebbe minacciato Helsinki di boicottarne i prodotti, ha scritto l’economista.

Certo è che il monito della ministra delle Finanze finlandese Jutta Urpilainen, intervistata dal quotidiano Helsingin Sanomatè, è stato molto chiaro: “La Finlandia non resterà legata all’euro a qualsiasi costo, e ci prepariamo a tutti gli scenari possibili”. Eppure, il veto paventato da Helsinki sarebbe poco meno di un bluff, come aveva confermato lunedì anche il nuovo portavoce del commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, supportato da una lettura attenta del trattato dell’Esm.

Tutto in linea con il bilaterale tra Monti e la Merkel di mercoledì scorso, dove i due leader sembrano essersi trovati in “sintonia”, intenzionati a portare avanti il percorso tracciato insieme a Bruxelles. “Io per ora voglio collaborare con Mario Monti, nella fase attuale in Europa abbiamo bisogno di una grande intensità di collaborazione e siamo tutti molto impegnati”, aveva affermato la cancelliera tedesca Angela Merkel.

A questo punto, quindi, potrebbero aprirsi nuovi scenari. “Siamo costruttivi e vogliamo risolvere la crisi – ha insistito tuttavia la ministra finlandese – ma non a qualunque condizione”. La Urpilainen ha ammesso che la linea di Helsinki è rigorosa e proprio in questo ambito la prossima settimana il paese intende avviare negoziati con la Spagna per ottenere garanzie sull’uso dei fondi anti crisi europei per ricapitalizzare le banche spagnole.

Qualcosa di simile a quanto già fatto dalla Finlandia sugli aiuti alla Grecia: il Paese scandivano ha preteso e ottenuto da Atene, lo scorso anno, garanzie bilaterali specifiche, basate su beni immobiliari, per coprire la parte di aiuti di sua competenza.

Ad ogni modo “la Finlandia è impegnata ad essere un membro dell’area euro, e pensiamo che l’euro sia utile alla Finlandia”, ha poi aggiunto la Urpilainen al quotidiano Kauppalehti. Ha però rilevato come ormai solo pochi paesi dell’Unione valutaria abbiano ancora un rating a tripla A e che Helsinki non accetterà un modello di integrazione in cui tutti sono responsabili in solido per i debiti pubblici di tutti gli Stati. E in questo ambito anche l’idea di una Unione bancaria non potrà funzionare, se basata sulla mutualizzazione delle responsabilità.

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