Sempre più persone credono che i mercati finanziari siano una soluzione alla crisi: è vero se non si commette il grave errore di pensare che sia come andare al casinò

investire in Borsa

La seconda grande rivoluzione economica della nostra società (la prima è stata quella dell’automobile di inizio ‘900, la terza quella del benessere a partire dal 2000), caratterizzata dall’avvento della tecnologia, ha portato un computer connesso con il mondo in tutte le nostre case.

Un fatto che sta cambiando il nostro modo di vivere. Recenti sondaggi, hanno infatti dimostrato che c’è una diminuzione del tempo passato davanti alla Tv, a vantaggio di quello passato davanti al monitor; né è una prova la pubblicità che sempre più appare (a volte anche fastidiosamente all’improvviso) nelle pagine dei nostri siti internet preferiti.

Con un click possiamo parlare con nostra zia che abita dall’altra parte del mondo, possiamo
prenotare un albergo per le nostre vacanze o un aereo per un viaggio, possiamo acquistare praticamente tutto quello che ci pare, sapere che tempo fa in tutto il mondo, avere informazioni su qualsiasi tipo di argomento ed entrare in un luogo che ci è sempre apparso misterioso e segreto: la borsa.

Di fatto sono sempre di più quelle persone che si stanno avvicinando ai mercati finanziari, attraverso il proprio pc. Internet rappresenta anche un mondo di dati, dove si possono trovare informazioni e corsi sui vari aspetti che un mondo così apparentemente complicato ha da offrire.

In passato, quando si avevano dei risparmi da parte, ci si rivolgeva allo sportello della banca, dove ci veniva detto «compra un po’ di queste e un po’ di quelle, che tanto salgono» e poi si cominciava a pregare… In realtà, anche in quei tempi c’era chi incrementava il proprio capitale, c’era anche chi lo perdeva e comunque la maggioranza dei risparmiatori tra guadagni e perdite, più o meno lo manteneva.

Oggi i tempi sono cambiati e lo sono anche i mercati. Così, se da una parte bruschi crolli e repentini rally non ci fanno dormire sonni tranquilli, dall’altra non ci vogliamo più fidare delle banche (con un pizzico di ragione…) e vogliamo fare da soli, perché ne abbiamo la possibilità e la… capacità? Ok, la tecnologia ci ha dato la possibilità di operare sui mercati direttamente da casa o dallo smartphone, ma siamo sicuri di averne anche le capacità?

Con la crisi che incombe, c’è le necessità di trovare soluzioni, ma troppo spesso si sentono menzionare frasi del tipo «…la sera, dopo il lavoro, gioco in borsa. Così risolverò i miei problemi». Non potrebbe esserci approccio peggiore.

Perché se ci avviciniamo alla borsa pensando che sia un gioco, il risultato sarà esattamente identico a quello che avremmo entrando al casinò o comprando un gratta e vinci. La perdita dei nostri soldi.

Ecco perché l’87% di chi gioca in borsa perde tutti soldi a vantaggio del 13% di chi opera in borsa, che viceversa li guadagna. Quindi sta a noi decidere se far parte del 13% o dell’87%…
Ottenere buoni risultati sui mercati finanziari non è particolarmente complicato, ma richiede la conoscenza di quello che stiamo facendo.

Prima di acquistare un titolo, che sia un’azione, un bene materiale o qualunque altro strumento, dobbiamo essere in grado di:

  • capire il grafico e di come sia il trend del momento;
  • individuare se ci sono supporti o resistenze (ossia dei livelli dove il sottostante potrebbe avere dei limiti);
  • cercare informazioni che possono influenzare il titolo;
  • avere un piano di trading, ossia sapere (ancora prima di entrare) quando chiudere la posizione sia in caso di guadagno, che soprattutto in caso di perdita.

Quest’ultimo punto è senza dubbio il più importante, perché entra in gioco la mente umana. Quando siamo in guadagno la mente ci dice «…la tengo aperta ancora un po’, tanto sale ancora…» e quando siamo in perdita «…la tengo aperta ancora un po’, tanto risale…». Così ragiona l’87%.

E’ per questo motivo che chi realmente ottiene profitti costanti nel tempo, sceglie strumenti più duttili e soprattutto con un maggior controllo del rischio, come possono essere il Forex, le strategie con le Opzioni, lo spread in Commodity,… La particolarità di questi strumenti è che prima di aprire una posizione, dobbiamo rispettare una serie di «regole di entrata» che non sono a interpretazione del nostro pensiero, ma che semplicemente possiamo cercare e identificare facilmente:

  • Supporti e resistenze sul grafico e analisi tecnica. Saper leggere un grafico e individuare i livelli che possono essere utili al nostro trade ci può dare un enorme vantaggio.
  • Notizie in arrivo. Non importa sapere se una notizia sarà positiva e negativa, in quanto non tutti sanno che si possono generare profitti importanti anche dal crollo di un sottostante, grazie alla giusta strategia.
  • Stagionalità e comportamento nel passato. Anche se non si può prevedere dove andrà un titolo, il suo comportamento nel passato, soprattutto in concomitanza di eventi stagionali o ripetitivi, ci può fornire preziosissime indicazioni.
  • Strategie da applicare. Diverse per ogni sottostante e situazione dei mercati. A seconda delle caratteristiche che individuiamo, possiamo scegliere la strategia che meglio si applica a quella situazione in modo da abbassare al minimo il rischio.
  • Passaggio temporale favorevole o sfavorevole. In pochi sanno che si può guadagnare al solo scorrere del tempo.

Eppure esistono strategie che ci permettono di trarre profitto giorno dopo giorno anche se un titolo rimane sugli stessi livelli.

  • Alta o bassa volatilità. Uno dei concetti più sconosciuti, ma fondamentale per avere un’operatività di successo. Chiamato anche come «indice della paura», non è nient’altro che l’aspettativa di ciò che accadrà al mercato. Conoscere a fondo questo aspetto del trading ci permette di massimizzare i profitti e tagliare le perdite.
  • Rischio e rendimento. Con questo tipo di strumenti, ancora prima di aprire un’operazione sappiamo esattamente di quanto possono essere la massima perdita e il massimo guadagno, in modo tale da limitare il «campo d’azione» della nostra mente e gestire totalmente il rischio a vantaggio del portafoglio e del capitale.

Prendersi il tempo necessario per studiare ed imparare questi semplici concetti (non servono lauree o esperienze passate), ci permetterà di toglierci enormi soddisfazioni e di far parte del… 13%.

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