L’artista che in uno dei suoi successi se la prende con i pentiti trafficava invece con l’Olanda “amnésia”, una nuova droga che provoca gravissimi danni cerebrali

Tony Marciano

Con i propri soldi, guadagnati anche con la vendita dei suoi dischi, si recava personalmente in Olanda per comprare la droga e poi provvedeva a venderla tra i suoi conoscenti, forse anche i suoi fans.

Queste le accuse per Ciro Marciano, in arte ‘Tony Marciano’, cantante neomelodico abbastanza noto in Campania.

C’è anche lui, infatti, tra le 22 persone destinatarie dell’ordinanza di custodia in carcere, emessa su richiesta della Dda di Napoli, nei confronti di esponenti del clan camorristico Gionta di Torre Annunziata con l’accusa di spaccio e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravati dal metodo mafioso e dal carattere transnazionale dell´attività illecita.

Il blitz, compiuto nel corso della notte dai carabinieri, ha portato all’arresto di 16 persone libere e a sei notifiche di provvedimenti a detenuti, mentre sono due i latitanti. A finire in manette anche il cantante, rintracciato nella sua casa di Boscoreale. «Se faccio un concerto neanche vengono tutte queste telecamere», ha detto quando ha aperto la porta a militari dell’Arma accompagnati da giornalisti e cineoperatori. Marciano, 47 anni, ha iniziato la sua carriera negli anni ’80.

Nel 1986 incise l’lp Io sono meridionale, che gli fece vendere 150mila copie. Tra i suoi successi anche un duetto con Maria Nazionale e il brano ‘Nun ciamm arrennere’ (Non ci dobbiamo rrendere, ndr) nel quale se la prende con i pentiti che «hanno fatto cadere un impero», «hanno perso l’omertà».

Secondo gli investigatori, il cantante metteva i capitali necessari per importare gli stupefacenti dall’Olanda e provvedeva a gestire, personalmente, un giro di spaccio. I trafficanti arrestati importavano ingenti quantitativi di cocaina, hashish, marijuana e anche amnésia, un micidiale mix di marijuana e droghe pesanti con effetti deleteri sul sistema nervoso centrale che provocano appunto amnesia.

I 22 sono destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea per spaccio e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravati dal metodo mafioso e dal carattere transnazionale dell’attività illecita.

Nel corso delle indagini, i militari dell’Arma hanno documentato che gli indagati erano dediti al traffico dall’Olanda di ingenti quantitativi di cocaina, hashish, marjuana e amnésia, un micidiale mix di marijuana e droghe pesanti con effetti deleteri sul sistema nervoso centrale. Con la droga importata dall´estero il gruppo riforniva numerose piazze di spaccio gestite o comunque sotto il controllo dal clan Gionta a Torre Annunziata e nei comuni limitrofi.

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