Pronta “sforbiciata” a 700 posti di lavoro. Cisl: “no alla macelleria sociale”. Verso la chiusura 50 uffici?

Poste italiane

Poste italiane, malgrado l’attivo di bilancio, è pronta a tagliare 10 mila posti di lavoro, di cui quasi 700 in Sicilia, e a chiudere circa 50 piccoli uffici nell’Isola.

Lo rende noto Giuseppe Lanzafame, segretario regionale del sindacato di categoria Slp Cisl. Ancora non si conosce il calendario dei tagli, ma il progetto è stato illustrato alle organizzazioni sindacali che non hanno condiviso.

L’azienda ha comunicato che nel settore dei servizi postali in Italia i lavoratori eccedono del 25%. I primi tagli interessano, in questi giorni, le regioni del nord (Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Marche e Molise), successivamente, entro l’anno, continuano con tutte le altre regioni, compreso la Sicilia.

Secondo Lanzafame, tra l’altro, in Sicilia, “sarà fortemente ridimensionato il centro di meccanizzazione di Palermo che lavora il prodotto postale di Palermo, Trapani e Agrigento, che occupa circa 350 lavoratori. Le zone di recapito della regione che saranno soppresse sono circa 400 con gravi ripercussioni occupazionali e di mobilità”. Per il sindacalista, “il servizio di recapito in Sicilia sarà messo in discussione”.

Pertanto, la Cisl è contraria “a questo piano di ‘macelleria sociale’ e intraprenderà tutte le azioni volte a far desistere l’applicazione di un piano scellerato” aggiunge Lanzafame sottolineando che nella nostra regione l’azienda ha pronto un piano di “razionalizzazione degli uffici postali”, che in pratica comporterà “chiusure di piccoli uffici (circa 50) che non rientrano nei piani aziendali”

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