Procura di Biella indaga. Fatti contestati risalgono al periodo 2006 – 2007. Il ministro: “tutto normale”

il ministro Corrado Passera

Presunti reati fiscali. Con questa accusa, secondo indiscrezioni riportate da alcuni giornali, sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati il ministro Corrado Passera, per fatti risalenti a quando il titolare dello Sviluppo economico occupava la poltrona di amministratore delegato di Banca Intesa prima e, successivamente alla fusione con l’istituto torinese, consigliere di Intesa San Paolo.

Il periodo a cui risalgono i fatti è compreso tra il 4 agosto 2006 e il 27 giugno 2007.

A quanto si apprende, i pubblici ministeri (pm) contesterebbero, in particolare, un’operazione di arbitraggio fiscale internazionale transitata attraverso la biellese Biverbanca, controllata all’epoca proprio da Banca Intesa e poi ceduta al Montepaschi.
Secondo l’Agenzia delle entrate, l’operazione sarebbe stata montata ad hoc per ottenere dei vantaggi di natura fiscale sui conti del gruppo bancario.

L’indagine della procura di Biella sarebbe iniziata oltre un anno fa, grazie a una verifica condotta dalla Guardia di Finanza di Milano, terminata con un processo verbale di contestazione all’Agenzia dell entrate, che a sua volta, avrebbe ravvisato un reato di tipo penale, trasmettendo quindi gli atti alla procura territoriale competente. Dove i pm Ernesto Napolillo e Francesco Alvino sembra abbiano aperto un fascicolo.

Passera, che ha lasciato il colosso bancario per diventare ministro del governo di Mario Monti il 16 novembre 2011, risulterebbe indagato in quanto rappresentante firmatario della dichiarazione fiscale per l’anno d’imposta 2006.

Ma, da quanto si apprende, all’entourage del ministro tutto ciò non risulta. In ogni caso, fanno sapere, un’eventuale accertamento di legalità sarebbe del tutto normale, data la carica che ricopriva Corrado Passera a quell’epoca.

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