Bambini e bimbe sempre più oggetto dei “desideri” di un mercato riprorevole che ormai non conosce confini. Ma i mostri non sono solo pedofili: c’è anche gente “comune”

lo sfruttamento sessuale dei minori

Torna l’estate e, nonostante la crisi, masse di uomini e donne si muovono verso le vacanze da sogno. Destinazione sesso proibito.

Infrangere i sogni altrui per coltivare biecamente e selvaggiamente i propri, detergendo accuratamente le proprie coscienze.

“Accade perché lo consentono!” urlano alcuni. Ma da che mondo è mondo è sempre la domanda che stimola l’offerta. Nessuno, in questo sporco e corrotto mondo, investirebbe un solo centesimo o tempo e fatica per un “prodotto” che non sia competitivo.

Purtroppo, bambini e bambine dai quattro ai 10 anni per gli uomini e dai 14 ai 18 per le donne (preferiti dalle avvizzite 50enni e 60enni) sono un mercato che va per la maggiore.

La cosa avvilente, in tutto questo, è che la maggior parte degli uomini e donne che praticano tale orrore non sono pedofili. Normalissimi e comuni “padri e madri di famiglia”. Perbene e stimati vicini di casa con famiglie modello e opulenti conti in banca.

Il “Segnocheresta” ci spiega: “In questi luoghi il “turista” può attuare comportamenti criminali (perché solo di questo si può parlare) senza correre il rischio di essere punito in quanto affiancato da strutture apparentemente legali, come agenzie di viaggio che sono invece copertura di attività illecite nelle quali i minori possono essere venduti anche dalle famiglie stesse, convinte di avviarli ad una vita migliore.

Scrivono, le donne, su un blog tutto al femminile; “Quando vanno in questi paesi si sentono divine, ammirate, amate e ritornano con l’autostima nella stratosfera. Anche se tutto è falso, al meno vivono una esperienza che le fa sentirsi vive, che le fa vibrare”.

Ed ancora; “Io penso che una cosa sia che l’uomo vada a caccia perche’ magari ha delle esigenze che fanno parte della sua natura ,ma la donna dimentica spesso che il suo ruolo è anche quello di essere madre.

Capito bene? L’uomo va a caccia! Quindi, tutto è concesso. In buona sostanza, la “tipa” (che pare non essere 100/100) ci illumina spiegando che la donna è madre mentre il padre è “uomo cacciatore”. Ah! Ecco, adesso è chiaro. Accanto a noi, secondo l’infelice pensiero della srovveduta, non ci sarebbero compagni e padri, ma solo stalloni da riproduzione. Beh… è qualcosa…

In altri siti, vi risparmio l’orrore, si giustificano le “scappatelle” (perché è in questi termini che gli uomini ne parlano) avanzando come giustificazione la frigidità delle loro mogli. Beh! Potrebbe giustificare le corna, ma non potranno mai giustificare la violenza e le porcherie compiute ai danni di creature violate.

Altre, giustificano la caccia al femminile facendo notare quanto insensibili, materialisti e indifferenti siano i nostri mariti. Pertanto, queste donnine tristi, icone di Madre Natura, deluse dalla vita e che tanto hanno dato alle loro famiglie, dietro compenso (spesso indumenti e scarpe) tengono tra le loro braccia inflacidite corpi di bambini di 12, 14 e 16 anni.

Insomma tutto quanto possa in qualche modo sopire le coscienze di tutti. I nostri figli non si toccano; da noi, minorenne vuol dire minorenne anche se consenziente. Da noi, queste cose non si fanno e, ogni volta, i forcaioli, urlando, chiedono alla giustizia la pena di morte. Urlano coloro i quali domani imbarcheranno sul primo volo per raggiungere le mete dell’orrore dove, in un solo attimo, dimenticheranno i loro corpi flaccidi, le loro rughe, i loro corpi e menti corrotte, la mancanza dell’anima e, paradossalmente (forse non troppo a causa della loro profonda perversione) dimenticheranno i loro figli e i loro nipotini.

E allora, come ho già detto: buone vacanze a tutti i “porci” di questo “porcaio” che ormai è il nostro Paese.

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