L’ex escort cade più volte in contraddizione e il pm sbotta: “sta mentendo, inutile farle altre domande”

Ilde Boccassini

Al processo Ruby scontro in aula tra la brasiliana Michelle Conceicao e il procuratore aggiunto Ilda Boccassini.

Nel corso della sua testimonianza, la giovane ex escort (che ora lavora come colf in provincia di Milano) è caduta in numerose contraddizioni, tanto da far innervosire il magistrato: «La teste oggi riferisce palesemente il falso e va ammonita formalmente», ha detto Boccassini.

Conceicao ha inizialmente sostenuto di aver conosciuto Ruby ad Arcore, «nell’aprile 2010 ad una cena normale, elegante». Ma poi, di fronte alle contestazioni del pubblico ministero, ha «ritrattato» dicendo di non aver mai incontrato l’allora minorenne marocchina nella villa dell’ex premier Silvio Berlusconi.

Inoltre la brasiliana ha ricordato di essere stata nella residenza dell’ex presidente del Consiglio nel 2009. Quella volta «mi accompagnò in macchina Giampaolo Tarantini e Silvio al telefono mi aveva detto che a Milano poteva passarmi a prendere lui».

La testimone ha detto di non essere «mai più andata ad Arcore», ma anche in questo caso Boccassini le ha contestato che la cella del suo telefono era agganciata a quella di Arcore nel luglio 2010. Chiudendo la prima parte dell’esame testimoniale, Bocassini ha spiegato ai giudici: «Allo stato ritengo superflue altre domande».

Ha fatto scalpore anche la curiosa spiegazione fornita dalla teste riguardo la registrazione sulla rubrica del suo cellulare del contatto «Ruby troia».

«L’ho scritto perché mi aveva detto che faceva la escort» ha detto Conceicao in aula. Invece nell’interrogatorio davanti ai magistrati nel 2011 aveva dato un’altra versione, dichiarando che quell’epiteto lo metteva a fianco del nome di tutte le ragazze con cui il suo fidanzato di allora la tradiva.

In aula è stata ascoltata come teste anche Roberta Bonasia, indicata dalla stampa per un certo periodo come la fidanzata di Berlusconi. La donna ha detto ai giudici di non avere mai fatto sesso a pagamento con l’ex premier e che quelle a Villa San Martino erano «cene eleganti, normalissime, dove si ballava, si parlava e si beveva».

Ma ha spiegato: «Non ho mai visto girare una statuetta di Priapo con la quale alcune ragazze hanno simulato un rapporto orale».

La Procura di Milano, al termine dell’udienza, ha annunciato di voler «fare a meno» di circa 40 testimoni tra cui Emilio Fede, Iris Berardi, Barbara Guerra, Raffaella Fico, Daniele Salemi E Miriam Loddo. «Ci riserviamo di rinunciare anche ad altri testi, compresa la parte offesa», ha affermato Boccassini, riferendosi a Ruby.

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