Provincia di Messina porta l’imposta assicurativa auto al 16% (+3,5% rispetto al 2011) per destinare le somme a lavori di viabilità, scuola e patrimonio: ma a Taormina sino a questo momento non si è visto nessun intervento

Provincia aumenta la Rca auto

“La Provincia di Messina ha aumentato una tassa per finanziare lavori sul territorio ma di questi interventi sinora non si è vista nemmeno l’ombra”.

Dai banchi del Consiglio comunale di Taormina si alza la protesta del consigliere comunale Antonio Lo Monaco per l’aumento dell’aliquota sull’imposta dell’assicurazione RCA Auto: dal 12,5% al 16% (+3,5%).

“Ancora una volta  – spiega Lo Monaco – nonostante quanto previsto dalla manovra Monti sull’equiparazione delle assicurazioni per i virtuosi senza differenze tra Nord e Sud – afferma Lo Monaco – la nostra Provincia Regionale di Messina, ha deciso di far scontare ai cittadini le proprie difficoltà e le inadeguate politiche gestionali dell’ente. Dallo scorso scorso le polizze RCA sono più care perchè la Provincia ha fatto aumentare l’imposta. Il motivo? Al fine di conseguire il miglioramento delle condizioni delle strade, attraverso interventi di sviluppo ed ammodernamento della viabilità  e la messa in sicurezza degli edifici pubblici scolastici, patrimoniali della Provincia di Messina, attraverso interventi  di manutenzione straordinaria, di bonifica e di adeguamento normativo”.

A Taormina la Provincia però le strade di propria competenza le ha abbandonate, come la via Pirandello che fu interessata da lavori per i quali è adesso in atto un contenzioso che riguarda anche il Comune e la ditta. Per le scuole non c’è sostegno e che dire dei beni che la Provincia possiede a Taormina: Le Rocce sono nel più assoluto increscioso stato di degrado e abbandono.

Tale inerzia non giustifica, quindi, quanto disposto con la delibera n.272 del 29 dicembre 2011, con la quale la Giunta Ricevuto  ha deciso l’aumento dell’aliquota dell’imposta provinciale sulle assicurazioni normalmente del 12,5%, avvalendosi  del decreto legge n. 68 del 6 maggio 2011 concernente “disposizioni in materia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province” dove all’art. 17 prevede che l’imposta in questione costituisce “tributo proprio e derivato” delle province e che le stesse possano aumentare o diminuire l’aliquota fino ad un massimo del 3,5 %”.

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