Una ragazzina arsa viva ma non creduta: 29 anni dopo, un avvocato chiede la riapertura del caso. Pagò con la vita il rifiuto di prostituirsi, per lo Stato fu “un suicidio”

Palmina Martinelli

Torna in primo piano il caso della terribile fine di Palmina Martinelli.

Il programma “Chi l’ha Visto” ha riacceso i riflettori sulla giovane adolescente fasanese morta nel 1983 a solo 14 anni, quando venne trovata bruciata viva nella sua casa. Un avvocato chiede la riapertura del caso.

La ragazza, al momento del ritrovamento era ancora viva, grave e in grado di dire che cosa le è successo. Palmina raccontò di due uomini crudeli, entrati in casa e che le hanno procurato tutto quel dolore. La sua testimonianza è stata registrata e portata in tribunale.

La piccola Palmina non ha mai trovato giustizia. Il processo ai due uomini indicati dalla quattordicenne, come artefici del suo omicidio, iniziò circa due anni dopo la morte dell’adolescente. Eppure la giustizia assolse gli indagati archiviando il caso come “suicidio”.

Palmina Martinelli è stata uccisa perché fermamente decisa a non prostituirsi. L’hanno ridotta a torcia umana ed arsa viva come una strega ma lei, prima di spegnersi, ha indicato i suoi carnefici: due fratellastri dediti allo sfruttamento della prostituzione. Di uno dei due, Palmina, si era invaghita. A conferma di quanto raccontato dalla piccola, c’è proprio quel tremendo nastro audio in cui si sente la flebile voce di Palmina, in punto di morte, che conferma i nomi dei suoi aguzzini e come l’avrebbero uccisa: alcol e fiammifero.

In più, l’alibi di uno dei due – che afferma che il giorno dell’aggressione si trovava a Mestre, in caserma, a fare il militare – crolla, sbugiardato il commilitone. Ma tutto questo non basta alla Corte di Assise di Bari. Il processo iniziò il 28 novembre 1983 e si concluse il 22 dicembre dello stesso anno. La sentenza è choc: gli imputati vengono assolti per insufficienza di prove. Palmina non viene creduta, Palmina – dai giudici e dalla Corte popolare – è reputata una bugiarda, una suicida, una strega. Arriva il processo d’appello e anche la Cassazione: tutto confermato, il caso è chiuso, Palmina Martinelli si diede fuoco da sola e poi volle dare la colpa ai due fratellastri aguzzini.

La sentenza passa così in giudicato, i due aguzzini, che furono condannati per sfruttamento della prostituzione, anche ai danni di una sorella di Palmina che fu costretta a vendersi picchiando davanti ai suoi occhi la figlioletta di pochi mesi, vengono ritenuti innocenti e non potranno più essere processati per questo terribile fatto di cronaca. Eppure gli stessi imputati assolti al processo di Palmina avevano in precedenza indotto alla prostituzione la sorella della giovane, sotto la minaccia di ucciderle il figlio.

Un destino disumano, quello di Palmina, che sconvolse l’opinione pubblica italiana e che tutt’ora lascia un profondo dolore e inquietanti dubbi. Avrà mai giustizia Palmina?

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=QXgyNRxMI30[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti