Nelle sale il documentario completo sulla vita di un artista che voleva cambiare il mondo con la musica

Bob Marley

C’è stato un caso nella storia della musica in cui nessuno ha dubitato per un solo istante che l’artista fosse lì sul palco per conto di una qualche missione superiore. Quell’artista si chiamava Bob Marley.

E’ “Marley” l’uscita cinematografica più attesa del fine settimana. Il documentario sull’artista, girato da Kevin Macdonald con l’ausilio della famiglia Marley, è stato proiettato in anteprima il 26 giugno in sole 178 sale, incassando 158.285 euro. Dal 28 è arrivato quindi in tutte le sale.

Il film è la testimonianza del talento di un artista morto troppo presto (a 36 anni) e la sua storia è entrata nella leggenda della musica.

Pochi resistettero a quella fascinazione, e perfino il punk, di Marley, personaggio unico capace con la sua potenza di andare oltre lo stile. Nelle sue canzoni c’era sempre un doppio livello, il primo attinente alle sue origini, ai contorni della cultura giamaicana, l’altro più universale. Quando predicava l’esodo (in Exodus) si rivolgeva al “Jah people”, al popolo di Jah, riprendendo le teorie del ritorno in Africa che erano state predicate molti anni prima da Marcus Garvey, ma allo stesso tempo disegnava l’utopia che rispondeva al disagio e ai conflitti che alla fine degli anni Settanta stavano dilaniando il mondo occidentale.

Ha insegnato al mondo, continuando una tradizione che appartiene a tutte le Americhe nere, che si può pensare o lottare per i propri diritti, danzando, riunificando la scissione tra corpo e mente che la nostra società ha perpetrato per secoli. La leggenda racconta che le ultime parole prima di morire, dette al figlio Ziggy, furono: “I soldi non possono comprare la vita”.

Le immagini, concesse in via del tutto eccezionale dalla famiglia restia a questo genere di operazioni, restituiscono ora il fascino di Bob Marley, il suo impatto sulla storia della musica e il suo ruolo di profeta politico e sociale. La sua musica e il suo messaggio trascendono le barriere culturali, linguistiche e religiose, echeggiando ancora oggi in tutto il mondo, con la stessa forza di quando lui era ancora in vita.

“Questo film è importante – ha detto il figlio dell’artista Ziggy Marley – perché, nonostante in passato siano state fatte molte cose su Bob, credo sia la prima volta che viene data alla gente la possibilità di sentirsi emotivamente vicina a Bob come uomo, non come leggenda del reggae o come figura mitica, ma attraverso la sua vita di uomo”.

Tra gli altri film in uscita nelle sale “La cosa” di Matthijs van Heijningen Jr. con Mary Elizabeth Winstead e Joel Edgerton, “Qualche nuvola” di Saverio Di Biagio con Michele Alhaique, e Pietro Sermonti, “I Tre marmittoni” di Bobby e Peter Farrelly con Sofia Vergara, “Il cammino per Santiago” di e con Emilio Estevez, il francese “L’amore dura tre anni” di Frederic Beigbeder con Gaspard Proust e Louise Bourgoin, “Take Shelter” di Jeff Nichols con Michael Shannon mentre per i più piccoli il weekend porta anche in regalo la versione masterizzata e su grande schermo della “Cenerentola” firmata da Walt Disney negli anni 50.

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