Insultato e provocato dai cori razzisti, il bomber si è preso contro la Germania la sua più grande rivincita. Ma nella vita bisogna essere un “Supermario” per non dover pagare la “colpa” del colore della propria pelle?  

Mario Balotelli

La Nazionale italiana batte la Germania e l’autore dello show che porta al trionfo è stato Mario Balotelli, l’eroe che adesso sta spopolando sui web e prime pagine.

E che dire di Gigi Buffon, Andrea Pirlo e di Antonio Cassano? Quattro calciatori che hanno insieme contribuito in modo determinante al successo dell’Italia.

All’indomani della vittoria “Supermario” è su tutte le pagine dei giornali, osannato come “l’eroe dei quattro mondi”. Svariati sono i titoli dei giornali dal “Tutto italiano cuore di mamma” a “L’eroe italiancolornazionale” e cose simili.

Strano questo popolo che va dove lo porta il vento. Quando il calciatore giocava in Italia, per lui solo fischi e cori razzisti, senza parlare poi delle battute di cattivo gusto. Mario non aveva mai nascosto la sua sofferenza per gli insulti gratuiti, per questo, quando ha avuto l’opportunità, è andato laddove vige il rispetto per l’essere umano, e non importa il colore della pelle.

Quando ha segnato il primo gol ed esultando ha stretto tra le sue mani la maglia, non è stato come qualcuno ha prontamente dichiarato, ossia, attaccamento alla maglia italiana, ma uno sfogo di rabbia per aver zittito tutte quelle voci che all’inizio degli europei avevano criticato le scelte del Ct Prandelli che fortemente lo aveva voluto.

Il più grande merito va proprio a Cesare Prandelli, che non si è lasciato intimidire all’epoca dalle critiche. Ha creato una squadra multirazziale, ha fatto ciò che altri non avrebbero mai fatto, e oggi il suo essere rispettoso lo sta premiando, e non importa il colore della pelle.

Com’è strano questo popolo che va dove lo porta il vento. Per magia, Balotelli non è più nero, è italianissimo, è tutto. Nell’intervista che ha subito preceduto la vittoria, un giornalista ha chiesto a Mario, se era nel suo intento tornare in Italia.

Allora c’è da chiedersi: per essere rispettati in questo paese bisogna essere famosi? Se, Mario, camminasse per le nostre strade, sarebbero tutti lì ad abbracciarlo, vorrebbero tutti essere suoi amici; eppure, là fuori, nelle nostre strade ci sono tanti”Balotelli” che lavano i vetri delle macchine, che chiedono l’elemosina, non per loro scelta ma costretti poiché non esiste tutela alcuna per chi ha la pelle nera.

Qualcuno potrebbe contestare asserendo che in questo periodo, nemmeno gli autoctoni hanno tutela, e anche la loro dignità e calpestata.

Vero anche questo, ma se all’indifferenza rispondessimo con la solidarietà, e non intendo quella economica ma quella morale, incominciando da un saluto quando questi ultimi salutano, rispondendo anche negativamente con educazione a una loro richiesta in denaro, forse le cose inizierebbero a cambiare in termini di rapporti sociali.

Eppure, se andassimo a scavare nella vita di ognuno di essi sapremmo che anch’essi sono degli “eroi”, per il sol fatto di aver raggiunto l’Italia in barconi, alla ricerca della felicità. Strano questo popolo che va dove lo porta il vento!

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=25uBTNXcGNY[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti