A Taormina la “spending review” può attendere: c’è un funzionario dallo stipendio d’oro, segretario e direttore generale a 112 mila euro. E adesso anche presidente di un distretto turistico. Sulle orme di un predecessore…?

Michelangelo Lo Monaco

“Spending review”. Il governo horror del professore Monti ha portato alla ribalta questo termine subito diventato un tormentone. Allora, di questi tempi va di moda parlare di tagli alla spesa e sprechi vari.

Al Comune di Taormina di anomalie, sprechi e paradossi, in verità, ce ne sono talmente tanti che per l’elenco non basterebbe un’enciclopedia e l’intero palazzo andrebbe rivoltato, senza sosta, come un calzino dentro una centrifuga per un paio d’anni.

A proposito di tagli, in un momento di crisi, sarebbe cosa buona e giusta dare una sforbiciata agli emolumenti di amministratori e dirigenti.

Ad esempio, sul compenso del segretario generale, nonchè direttore generale del Comune, siamo completamente fuori strada. Il giovane Michelangelo Lo Monaco, avvocato, 46 anni compiuti ad aprile, percepisce cifre che stridono e stonano con la realtà di Taormina (paese da 10 mila abitanti) e con il buon senso necessario in una fase di crisi economica.

Alla voce “Retribuzione annua lorda risultante del contratto individuale” vediamo, infatti, sul sito di Palazzo dei Giurati (come vi mostriamo in fondo all’articolo) che il totale annuo introitato dal funzionario è di 112 mila 849,89 euro.

Nel dettaglio: troviamo 43 mila 310,90 euro (stipendio tabellare), 21 mila 781,93 di posizione parte fissa, più 32 mila 362 euro alla voce “altro”. E non va dimenticato che ci sono i diritti di segreteria su ogni singola pratica.

Lordi o netti che siano: parliamo di tanti soldi, troppi se rapportati alla media normale di quelli che oggi non ce la fanno nemmeno ad arrivare alla fine del mese.

Taormina è una meravigliosa località turistica dove la cosa pubblica è impegnativa: ma non siamo a Roma e nemmeno a Milano, quanto piuttosto in una movimentata realtà borgatara-paesana dove un paio di mestieranti della politica si travestono da illuminati protagonisti e piccoli podestà di stagione.

Lo Monaco è un professionista sul quale non vi è nulla di eccepire, non ha faticato a prendere le misure alla classe politica taorminese (in verità alquanto scarsa), si pone con i suoi gentili modi parrocchiali e la tacita furbizia di chi sa il fatto suo. Gli va dato pure atto che rimane sino a tarda sera in Comune, mentre altri alle 2 del pomeriggio se ne vanno affaticati e stanchi morti per i cocktail di saliva profusi per i corridoi in mattinata.

Arrivato nella primavera del 2010 a Taormina, quando disse addio a Bronte e al connubio con il senatore Firrarello per “sposare” la causa della Perla dello Jonio e dell’Mpa, Lo Monaco si è integrato in fretta nelle spigolose dinamiche della macchina burocratiche taorminese, che nasconde a volte atti e segreti come una giungla siculo-cambogiana.  E dopo la nomina a segretario generale il sindaco lo ha promosso direttore generale, con la benedizione lombardiana dell’Mpa.

Dallo scorso anno sino a maggio, Lo Monaco è stato anche Commissario straordinario al Comune di Fiumedinisi, dove è ormai storia nota la guerra senza tregua scatenatagli a suon di comizi e denunce dall’on. Cateno De Luca.

E nel periodo di reggenza a Fiumedinisi, Lo Monaco è diventato presidente del nascituro Distretto Turistico tematico denominato “Antichi mestieri, sapori e tradizioni popolari siciliane”. A Fiumedinisi l’incarico di commissario si è concluso, eppure al Distretto (riconosciuto giorni fa dalla Regione) dovrebbe rimanerci a lungo Lo Monaco, visto che ha incassato una nomina in sede di costituzione dell’ente, “per il primo quinquennio” di attività. E una delibera, nel mentre, ha disposto l’assegnazione dell’ex Circolo del Forestiero come sede del neonato Distretto. Lo Monaco avrà un ufficio con vista mare sulla baia di Villagonia.

Nel quadro complessivo ci sarebbe da aggiungere anche il gettone di presenza che al Consorzio Rete Fognante viene percepito (da anni ormai) da chi ricopre la carica di segretario comunale a Taormina. 

Morale della favola: di questi tempi Lo Monaco non può guadagnare la bellezza di oltre 112 mila euro. Non va bene. E sarebbe interessante capire chi ha consentito che si arrivasse a questi importi e relativi termini contrattuali. Evidentemente a Taormina la spending review può attendere.

L’attuale sindaco di Taormina non perde occasione per prodigarsi a evidenziare spesso “tante spese eccessive e sprechi tagliati” negli ultimi quattro anni al Comune. Punti di vista e legittimi pensieri personali: e comunque le valutazioni che attengono l’operato del sindaco le lasciamo agli altri e sorvoliamo perchè il tempo è prezioso. 

Volendo richiamare anzi, ad emblematico esempio, la presenza di una figura eletta per volontà popolare, che ricopre la massima carica della città, a Taormina chi è primo cittadino, nella buona o cattiva sorte che sia, oggi percepisce 1.938,05 euro di emolumento mensile (così riporta il sito del Comune di Taormina), mentre il segretario porta a casa cinque volte di più. Ruoli assai diversi, si dirà, ma la sproporzione tra politici e dirigenti è tanto innegabile quanto eccessiva. Morale della favola: oltre i 2 mila euro non si dovrebbe andare in nessun caso.

Un segretario che in così poco tempo arriva a percepire 112 mila euro non aiuta il bilancio comunale (che si trova in leggera sofferenza per Un milione e 600 mila euro) rischia poi di sentirsi al traguardo e perdere motivazioni, può smarrire l’effettiva cognizione di quali siano le logiche attorno a lui e si allontana dal vero senso delle cose: quella quotidianità delle tante persone che lavorano per mille o duemila euro al mese.

Lo Monaco è bravo e simpatico, ha tutto un futuro davanti. Siamo certi che non vorrà scottarsi nè in qualche modo emulare un suo illustre predecessore (non facciamo nomi e cognomi, Santi Alligo) che a Taormina è rimasto un ventennio facendo il bello e cattivo tempo, ha percepito uno stipendio d’oro come ora l’odierno Michelangelo, si è sostituito alla politica incuneandosi con abilità nel vuoto delle incapacità altrui ma, alla resa dei conti, si è fatto parecchi nemici… E dopo la gloria è arrivato inesorabile quel passo fatale in avanti che lo ha portato dritto al benservito.

Nemmeno il mago Otelma può prevedere quel che accadrà politicamente nei prossimi mesi nè cosa resterà degli autonomisti a Palermo come da queste parti. Di certo Lo Monaco anche solo con la metà del compenso attuale non andrebbe di certo in miseria. La scaltrezza non gli manca: compresa quella di realizzare che certe storie, alla lunga, rischiano di complicarsi.   

i compensi di Lo Monaco riportati dal sito del Comune di Taormina

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