Berlusconi vede Bersani: “troppa indeterminatezza del governo”. D’Alema: “sì ad intesa progressisti-moderati”. Nasce la grande coalizione per battere l’antipolitica?

Silvio Berlusconi

Il premier Mario Monti ha incontrato oggi il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, mentre alle 19 vedrà il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Con il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, ieri Monti ha parlato al telefono: l’eventuale incontro avverrà dopo il Consiglio europeo del 27 e 28 giugno.

Berlusconi ha dichiarato: abbiamo riportato a Monti le inquietudini del gruppo. «Abbiamo mangiato bene» ha risposto Berlusconi ai cronisti che gli chiedevano come fosse andato l’incontro con il premier. «Abbiamo riportato a Monti le inquietudini del gruppo – ha poi detto all’assemblea dei gruppi Pdl – Voteremo la fiducia nonostante condividiamo il parere del presidente di Confindustria su questa legge».

«Dopo aver ascoltato Monti abbiamo capito che siamo nell’inderteminatezza più assoluta sulle proposte che l’Italia farà – ha detto Berlusconi – C’è un orientamento su una misura che prevederebbe un intervento della Bce e del fondo salva-Stati per acquistare i titoli pubblici dei Paesi con uno spread troppo alto, ma solo per gli Stati virtuosi, quindi si escluderebbero ad esempio Spagna, Grecia e Portogallo. L’Italia, invece, sarebbe inclusa».

«Il 75% dei nostri elettori è contrario al sostegno al governo Monti» ha sottolineato Berlusconi.

«Se cade Monti per l’Europa è la catastrofe». «Adesso andiamo avanti – dice Berlusconi – Vi prego di usare toni consapevoli della responsabilità che in questo momento abbiamo. Se togliessimo la fiducia dovremo preparare gli elettori al voto, oltre allo sconcerto che la crisi creerebbe. Ho parlato con Bruxelles, definiscono “catastrofique” la caduta di Monti».

«Pronto a fare il ministro dell’Economia in un governo Alfano». «Al di là delle primarie e di Alfano, io resto sempre a disposizione, pronto a fare la mia parte» ha detto Berlusconi, proponendosi anche come ministro dell’Economia in un governo guidato da Alfano.

«La rigidità di Berlino ha bisogno di gesti forti». Berlusconi, prima dell’incontro con il premier, aveva detto che avrebbe ribadito a Monti che «non sarò certo io a toglierti la fiducia», ma che «la situazione della nostra economia è ormai al collasso» e che «la rigidità di Berlino ha bisogno di gesti forti», anche «della minaccia di lasciare l’euro solo a loro». L’ex premier ha intanto convocato per oggi alle 17 l’ufficio di presidenza del partito. L’ufficio di presidenza, tuttavia, non riguarda il Popolo della libertà, ma riguarda il bilancio di Forza Italia.

Il Pdl ora pressa Monti. «Monti è forte in credibilità a livello internazionale. Deve metterci i contenuti. Credo che tutto ciò ha senso se arrivano i risultati», aveva detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, nel corso dell’assemblea dei gruppi del partito.

«Sì al patto con i moderati, perché va sconfitto chi vuole impedire che si esca dalla crisi con uno spostamento a sinistra» afferma Massimo D’Alema, che in un’intervista all’Unità denuncia il «carattere lacerante» dell’antipolitica in Italia. Nel Paese, dice, «c’è chi gioca allo sfascio senza alcun disegno politico. Basta pensare all’attacco irresponsabile e immotivato di questi giorni contro la presidenza della Repubblica».

“L’apertura del leader Udc Pier Ferdinando Casini sull’asse moderati-progressisti «è una dichiarazione importante ma in ogni caso bisogna partire dal progetto per il Paese e misurare su di esso le convergenze”, dice D’Alema. «È chiaro – aggiunge – che adesso si delinea la possibilità di costruire una maggoranza intorno al Pd, cioè quell’asse tra progressisti e moderati necessario per dare stabilità all’unica prospettiva realistica per il Paese».

Per il presidente del Copasir, infatti, «aldilà dei meriti di Monti, anche i cosiddetti mercati si interrogano sul futuro dell’Italia e quando vedono nei sondaggi che il secondo partito è Grillo si chiedono con preoccupazione quali impegni l’Italia è davvero in grado di assumere. Quindi dobbiamo rendere evidente il progetto e al tempo stesso l’asse politico che può sostenerlo. Questa esigenza viene prima delle primarie».

Insomma, Pdl e Pd, in una sorta di “bicamerale atto secondo”, pensano ad una vera e propria alleanza elettorale, un patto per sconfiggere il nemico più temuto: Grillo ed il Movimento Cinque Stelle. Berlusconi e D’Alema l’hanno già fatto intendere, Casini è pronto a dire sì e con lui anche altri centristi. Clamoroso, paradossale, eppur vero: l’inciucione prende forma e nascerà sulle ceneri del governo Monti.

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