In una lettera a Feltri, l’ira di Rutelli: “l’ex tesoriere della Margherita non sarà giustiziere della politica”

Francesco Rutelli

Luigi Lusi “è un ladro. Confesso. Un traditore di chi ha avuto fiducia in lui. E il calunniatore delle sue stesse vittime”. Francesco Rutelli ha scritto una lettera a Vittorio Feltri, pubblicata sul “Giornale”, nella quale ha sottolineato: “Almeno tu, caro Feltri, aiutaci perché non sia trasformato in una specie di giustiziere della politica”.

“Lusi – dirigente scout, magistrato onorario, rompicoglioni ossessivo, capace di portare a casa dei bilanci del partito cospicuamente in attivo – non si è dimostrato un furfante qualsiasi”, ha scritto Rutelli, riferendo che “tutti gli atti giudiziari attestano un’attività micidiale di artefazione e manomissione che ha tradito non solo tutti noi dirigenti politici, ma un illustre collegio di Revisori, il Comitato di tesoreria, la banca, il controllo successivo della Camera dei deputati”. “Noi siamo le vittime”, ha ripetuto l’ex leader della Margherita, rivendicando come i Dl saranno “il primo partito a restituire allo Stato l’intero avanzo di bilancio (alla fine, crica 20 milioni di euro)”.

“Sappiamo – ha riconosciuto Rutelli – che abbiamo sbagliato a scegliere Lusi, e che per questo ladrocinio subito io per primo sto pagando un prezzo assai doloroso. So che subire tradimento, furto, diffamazione e dileggio può far parte del gioco. Eppure sono determinatissimo a uscirne con l’onore intatto: sono un politico che vive nella casa di famiglia, non si è arricchito, ed è tracciabile al centesimo”.

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