Il padre della popstar accusa Blake Fielder Civil: “mia figlia è morta per colpa sua. Essere immondo”

Amy Winehouse

Amy Winehouse «era una ragazza magnifica, anche quando era malata. Era allegra, generosa, amava la sua famiglia. Ed era mia figlia». Così Mitch Winehouse in un’intervista a La Stampa, parla della figlia Amy, scomparsa a 27 anni il 23 luglio dell’anno scorso.

E per «non restare schiacciato dal dolore» e «raccogliere fondi per la fondazione intitolata ad Amy che si occupa di bambini svantaggiati», Mitch Winehouse ha scritto un libro dal titolo Amy, mia figlia, pubblicato in Italia da Bompiani.

Per l’ex tassista londinese, la colpa dei problemi della figlia Amy è dell’ex marito della cantante, Blake Fielder Civil: «Nel 2006 muore mia madre – racconta – un riferimento per Amy, e subito dopo arriva Blake. È quello il punto di rottura». Winehouse definisce l’ex marito della figlia «il più gigantesco sacco di sterco a cui Dio abbia consentito di respirare sulla faccia della terra».

E ricorda: «Un giorno Amy era in riabilitazione. Un amico di Blake arrivò con un mazzo di fiori. Dentro c’era della cocaina. I medici mi chiamarono subito». Amy Winehouse è morta a 27 anni, come Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin e altre rockstar. «È ridicolo. Non esiste nessun Club dei 27. Esisteva Amy. E semplicemente era la più brava di tutti», conclude il padre.

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