Ricordate il progetto per l’illuminazione artistica a Taormina? Chi l’ha vista e che fine ha fatto? Si potrebbe dire e qualcuno forse – con disinvolto masochismo in salsa taorminese – affermerà che questa illuminazione è stata realizzata. La Regione ha stanziato, a suo tempo, un finanziamento ad hoc da Un milione e 257mila euro. L’intenzione era quella di intervenire contro il cosiddetto “inquinamento luminoso” e dare un aspetto più caratteristico ed artistico a una serie di siti storici di Taormina.

L’illuminazione artistica a Taormina – almeno per quello che è stato realizzato – si è ridotta ad una confusa e misteriosa serie di lavori che hanno “partorito” un paio di inutili faretti, posizionati qua e là senza arte né parte. Di artistico, insomma, non si è visto proprio nulla. Altrove e ovunque errori ne fanno, perchè tutto il mondo è paese: ma è difficile pensare che si possa avere la stessa “abilità” taorminese nel dilapidare Un milione di euro per un paio di anonimi fari permanenti. L’illuminazione artistica è un’altra cosa.

Come dire: meglio incantare il turista anche per qualche giorno o un breve periodo, che lasciarlo perplesso di fronte a una serie di fari simil modello autostradale. L’esempio perfetto di vera lungimiranza è quello di Gerusalemme, dove nei giorni scorsi per le strade della città santa si è tenuto l’affascinante “Festival delle Luci”.

Un evento modernissimo lì’ ha consentito di vivere la città in un’atmosfera suggestiva e fuori dal comune. L’illuminazione dell’architettura, statue di luce, installazioni di artisti israeliani e internazionali hanno illuminato le vie della città, gli spazi pubblici e i luoghi turistici più importanti, con una moltitudine di eventi e performance.

Un’occasione unica per vivere la notte di Gerusalemme, in un’atmosfera suggestiva e sicuramente fuori da ogni aspettativa. Ed è stata inoltre inscenata la storia della Signora delle Camelie, tratta dalla Traviata di Verdi. L’opera è stata eseguita in un luogo affascinantissimo, la Grotta di Zedekiah, situata sotto le mura della Città Vecchia (vicino alla Porta di Shechem). I principali brani saranno eseguiti da solisti dell’Opera d’Israele in splendidi costumi d’epoca.

Sono stati proposti anche spettacoli di sperimentazione contemporanea, intrattenendo il pubblico attraverso performance piene di ritmo, danza, video, proiezioni ed effetti di luce.

Gli spettatori si avventurano, passeggiando, in strade sconosciute e con questo modo di coniugare arte, turismo e cultura si è riusciti nell’obiettivo di far arrivare un flusso ancor maggiore di visitatori, valorizzando anche aree decentrate e di secondo piano del territorio.

A Taormina, cinquemila persone al Teatro Antico per i concerti privati portano l’incasso agli organizzatori, il godimento effimero agli amministratori di qualche biglietto omaggio da gestire, altra confusione in paese e necessità – a spese del Comune, ovvero del cittadino – di disporre servizi aggiuntivi di viabilità e raccolta rifiuti. Con tanti saluti ai commercianti e all’economia locale.

Un pò di magia, riproduzioni artistiche per le strade ed eventi caratteristici darebbero, invece, ben altri risultati. Sarebbero in grado di attrarre i turisti e portarli in giro per il “salotto” della città. Una semplice e produttiva fusione tra storia e contemporaneità.

 

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