Il Pm: “Ambra Battilana denunciò violenza ma non volle dare poi le prove”. Richiesta di archiviazione contro un 65enne. Udienza a porte chiuse per l’ex miss Piemonte

Ambra Battilana

La notizia sembra a dir poco clamorosa e potrebbe segnare un punto di svolta al processo Ruby.

La modella Ambra Battilana denunciò una violenza ma non volle dare prove. “Di fatto la ragazza ha reso l’impossibile l’audizione assolutamente indispensabile a fornire la prova dei fatti denunciati”.

E’ questo il passaggio cruciale del provvedimento con cui il Pm di Alba, Donatella Masia, il 15 maggio scorso ha chiesto al Gip di archiviare la denuncia per violenza sessuale e prostituzione minorile presentata da Ambra Battilana contro un uomo di 65 anni con il quale la ragazza aveva avuto rapporti sessuali a pagamento.

Ambra Battilana, che partecipò a una cena nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore il 22 agosto del 2010, è costituita parte civile nel processo a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti affermando di essere rimasta sconvolta da quanto aveva visto a casa dell’allora premier e oggi ha testimoniato in parte a porte chiuse al processo contro lo stesso Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. Alla fine della deposizione la ragazza ha lasciato l’aula dell’udienza in lacrime. E’ possibile che qualcosa sia accaduto proprio ad Arcore? Un tentato stupro?

Prima della testimonianza di Ambra Battilana il Pm Antonio Sangermano aveva depositato copia della denuncia e della richiesta di archiviazione fatta dal collega piemontese. All’epoca della relazione con il commerciante di auto Ambra aveva 17 anni.

Dopo aver ricevuto la denuncia il Pm di Alba spiega di aver insistentemente e più volte contattato la ragazza per sentirla a verbale, “peraltro con le cautele del caso in una sede torinese, tenuto conto che si tratta di una persona che ha una certa notorietà quale “Miss Piemonte” e già trovatasi agli onori delle croanche per varie vicende”.

“La signora Battilana non si è mai messa in contatto con questo ufficio e di fatto ha reso impossibile l’audizione – ha spiegato il Pm – Da un lato pertanto non sussistono elementi per sostenere l’accusa in giudizio, dall’altro si deve ritenere che il disinteresse manifestato dalla querelante implichi l’assenza di volontà da parte sua di prosecuzione delle indagini”.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=CjZDsAaE4PU[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti