Ennesimo attentato. Manuele Braj lascia la moglie 28enne e il figlio di 8 mesi. Feriti altri due militari

Manuele Braj

Il carabiniere scelto Manuele Braj, 30 anni di Galatina, è stato ucciso questa mattina in un attentato con un razzo lanciato in una base di addestramento della polizia afgana ad Adraskan, in Afghanistan. Braj era effettivo al 13esimo reggimento “Friuli-Venezia Giulia” ed è morto sul colpo.

I familiari sono stati informati. Braj lascia la moglie, 28enne, e il figlio di 8 mesi. Nella deflagrazione sono rimasti feriti anche altri due militari che non sono in pericolo di vita.

I due carabinieri sono effettivi rispettivamente alla seconda brigata mobile di Livorno e al settimo reggimento “Trentino-Alto Adige”: sono rimasti feriti alle gambe e sono stati successivamente elitrasportati presso l’ospedale militare Usa (Role2) di Shindand, dove sono ricoverati non in pericolo di vita, ha precisato lo Stato maggiore.

L’esplosione, che si è verificata alle 6:20 ora italiana vicino a una garitta di osservazione adiacente al poligono, è stata la conseguenza di “un attentato compiuto con il lancio di un razzo dall’esterno della base di addestramento della polizia afgana ad Adraskan”, secondo quanto ha detto il portavoce del contingente italiano ad Herat, tenente colonnello Francesco Tirino.

Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha inviato alla moglie e al figlio di Braj un messaggio in cui, “nel farsi interprete del cordoglio del Paese, esprime i sentimenti della sua affettuosa vicinanza e della più sincera partecipazione al loro grande dolore”.

“Manuele è stato colpito in modo vigliacco”, ha sottolineato il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, mentre il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri ha inviato al comandante generale dell’arma dei carabinieri, Leonardo Gallitelli, un telegramma nel quale ha espresso il suo cordoglio per la morte di Braj.

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