Interrogatorio di sette ore per il deputato in carcere. Consegnate ai giudici due lettere scottanti su Bianco e Rutelli. “C’era un patto con loro per dividerci i soldi”

Luigi Lusi

E’ in carcere e ora vuole vendetta. Luigi Lusi ha parlato. Ha confessato le proprie ruberie e poi ha ricostruito «il sistema di finanziamento ai politici della Margherita».

Ha elencato nomi e circostanze, ma soprattutto ha consegnato le mail che ha scambiato con Francesco Rutelli nell’ambito di quel «patto di spartizione stretto nel 2007 al momento dello scioglimento del partito al quale partecipò anche il presidente dell’assemblea Enzo Bianco».

Si rafforza dunque l’impianto dell’accusa contro il tesoriere che avrebbe sottratto dalle casse del partito almeno 25 milioni di euro utilizzati per acquistare un appartamento al centro di Roma e due ville in campagna, per ristrutturare altre case, per creare due società servite a trasferire soldi all’estero. Ma si apre anche un’altra fase d’indagine con le verifiche sui nuovi documenti che a partire da domani saranno affidate alla Guardia di Finanza.

Per questo i difensori del senatore, finito in cella per ordine del giudice Simonetta D’Alessandro autorizzato da Palazzo Madama, hanno deciso che chiederanno la sua scarcerazione solo quando sarà terminata questa fase di ricerca dei riscontri.

Mentre Francesco Rutelli ha commentato così, in serata, le dichiarazioni di Lusi: «Se è vero che ha detto di aver concordato con la “corrente rutelliana” le operazioni di ladrocinio a beneficio personale e dei suoi familiari, significa che Lusi vuol fare la fine di Igor Marini». Ricordando che Marini fu condannato a 10 anni di carcere anche per calunnia a danno dello stesso Rutelli.

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