Il sostituto procuratore Alessia Giorgianni ha aperto un’indagine sul rogo in una villa giovedi scorso. Il fascicolo è ancora contro ignoti, sigilli all’immobile

vigili del fuoco nella villa dopo il rogo

Il giorno dopo la strage sfiorata, a Taormina ci interroga su come sia potuta avvenire l’esplosione che ha devastato una villa in pieno centro causando il ferimento di cinque persone.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, la Polizia di Stato del Commissariato di Taormina, diretta dal vicequestore Renato Panvino, ha apposto i sigili alla villa. La lussuosa abitazione di via Guardiola Vecchia è stata posta sotto sequestro, in attesa degli opportuni accertamenti. Verrà eseguito a breve un esame da parte dei Vigili del Fuoco, che hanno dichiarato inagibile il complesso e tenteranno ora di comprendere cos’abbia generato la violenta esplosione.

La Procura di Messina vuole accertare i fatti. Il sostituto procuratore Alessia Giorgianni ha aperto un fascicolo al momento contro ignoti per appurare le cause del disastro e se vi siano eventuali colpe o responsabilità. Stando all’attuale ricostruzione dei fatti, si è verificata una fuga di gas. Gli investigatori dovranno stabilire se a provocare il tutto sia stato un difetto alla bombola o all’impianto. Nella zona della cucina si sarebbe creata una combustione che poi solo per miracolo non ha causato vittime.

La villa è utilizzata come seconda casa, per i momenti di relax, dai proprietari e non si esclude che l’esplosione possa essere stata prodotta dalle alte temperature unitamente a qualche difetto in un impianto che non veniva utilizzato con frequenza. Una casistica che purtroppo interessa tante abitazioni senza che coloro che ci abitano si accorgano di essere esposti a pericoli.

Al momento le condizioni più critiche, tra i feriti, restano quelle del capofamiglia, il 55enne medico catanese che ha riportato ustioni su gran parte del corpo e che si trova ricoverato al Centro Grandi Ustionati del “Ferrarotto” di Catania, con ustioni su gran parte del corpo.

Non è il pericolo di vita ma i medici del nosocomio etneo lo tengono sotto stretta osservazione. L’uomo, nei momenti successivi all’esplosione, sbalzato dal botto sino quasi a precipitare al piano di sotto dell’edificio, si è comunque rialzato ed ha pensato subito a soccorrere i suoi familiari e dunque tutte le altre quattro persone ferite.

La moglie era stata portata al “San Vincenzo” di Taormina, in forte stato di schock ma dopo le prime cure adesso è stata dimessa. Per lei solo qualche contusione ma la grande paura, e anche per questo gli inquirenti hanno preferito sin qui attendere prima di ascoltarla.

Il figlio della coppia, 2 anni, si trova nel reparto di Terapia Intensiva Pediatrica al Policlinico di Messina. Già una prima Tac, eseguita a Taormina, ha escluso ogni tipo di complicazione cerebrale e al suo fianco ci sono i familiari, prontamente rassicurati dai medici.

Per il piccolo non ci sono particolari problemi e per fortuna non ha sortito effetti una scheggia di vetro che lo ha colpito alla testa nello scoppio. Ieri, intanto, sono stati dimessi dall’ospedale San Vincenzo di Taormina gli altri due feriti: l’amica della famiglia e sua figlia di 10 anni. Entrambi avevano riportato alcune escoriazioni e – nel caso della ragazzina – un leggero trauma cranico.

Intanto numerosi passanti, turisti e residenti, si recano in zona per tentare di intravedere la villa, adesso lesionata da gravi danni strutturali, scenario di un drammatico evento che per poco non si è trasformato in tragedia.

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