I suoi avvocati: “no a internamento psichiatrico, è sano di mente”. L’estremista ha ucciso 77 persone in Norvegia

Anders Breivik

La difesa di Anders Behring Breivik ha chiesto clemenza per il suo assistito.

Dopo la richiesta di internamento psichiatrico, avanzata ieri dall’accusa, oggi gli avvocati dell’estremista 33enne, accusato dell’omicidio di 77 persone in Norvegia, hanno chiesto per lui “la pena più clemente possibile” e che venga respinta la domanda di internamento.

L’arringa, alla presenza di diversi ragazzi sopravvissuti e di alcuni familiari delle vittime, è durata oltre due ore e mezza.

Secondo l’avvocato Geir Lippestad, Breivik è sano di mente e quindi penalmente responsabile per i fatti avvenuti il 22 luglio 2011, quindi la richiesta dell’accusa di internamento psichiatrico a vita va respinta. Per pura formalità la difesa ha chiesto l’assoluzione del suo assistito, ma lo ha fatto, scrive la France Presse, solo dopo un’esplicita domanda da parte del giudice, sollecitato dalla vivace reazione di Breivik alla “dimenticanza” del suo difensore.

Undici mesi fa, Breivik aveva aperto il fuoco e ucciso 69 giovani partecipanti a un campus laburista sull’isola di Utoya. Poche ore prima aveva fatto esplodere una bomba nei pressi della sede del governo a Oslo, uccidendo altre 8 persone.

Se riconosciuto insano di mente e quindi penalmente irresponsabile, Breivik, 33 anni, rischia l’internamento psichiatrico a vita. In caso contrario una pena massima di 21 anni di carcere, eventualemente prolungabile se l’individuo sarà giudicato ancora potenzialmente pericoloso. Il verdetto dei giudici è atteso per il 20 luglio, o in alternativa per il 24 agosto.

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