A volte il dolore e le esperienze della vita ti aiutano a crescere e a reagire alle situazioni in modo più maturo di quello che si possa pensare. E’ quello che è successo a venti bambini detenuti in un carcere israeliano che, per protestare contro le condizioni di disagio nelle quali sono costretti a vivere, hanno ”indetto” uno sciopero della fame. Da martedì 12 giugno, secondo fonti del Ministero per gli Affari dei detenuti a Gaza, nel carcere di “Hasharon” questi piccoli si rifiutano di mangiare per denunciare la mancanza di assistenza sanitaria, gli spazi insufficenti ad una permanenza dignitosa e i maltrattamenti che vengono riservati ai circa 190 detenuti minorenni.

A questi disagi si aggiungono anche l’impossibilità di ricevere i propri familiari, l’obbligo di lavare la propria biancheria a mano e il divieto di istruirsi, che è un obbligo fondamentale per ogni essere umano. Nei peggiori dei casi si arriva anche a vere e proprie umiliazioni, torture e ispezioni imposte dalla intelligence israeliana per ottenere confessioni dai minorenni, senza tener conto delle convenzioni internazionali vigenti sui bambini . Chiunque si ribella viene messo in isolamento. Da fonti attendibili sembrerebbe che le celle, situate nei sotterranei, hanno bagni senza porte e che durante il giorno viene offerta una ciotola di riso ogni otto giovani.

L’avvocato della Società dei prigionieri, Anwar ABu Lafi, ha dichiarato che “la quantità di cibo loro distribuita è scarsa, e ora Israele ha deciso di tagliare alcuni pasti al giorno. Non viene data loro la possibilità di scaldare l’acqua e sono sempre più frequenti le aggressioni fisiche, l’ultima delle quale ai danni di Daoud Abu Sbeitan, pesantemente picchiato mentre veniva trasferito alla corte distrettuale di al-Quds (Gerusalemme)”. La speranza di questo gesto collettivo disperato è quella di ottenere dei provvedimenti urgenti da parte della direzione carceraria.

Quando si pensa a dei bambini viene riflessa nella nostra mente l’immagine di un parco, di un giocattolo, l’idea di profumi ingenui e suoni dolci; qui ogni diritto all’infanzia viene negato, a partire dalla libertà, che è la base necessaria per far crescere un individuo in modo sano, equilibrato e civile.

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