Il premier: “decisioni a breve contro la crisi”. Ore cruciali nella partita a scacchi tra i vertici dell’Ue

Mario Monti

Il professore ha perso la bussola ormai da un pezzo. Mario Monti adesso prova ad accendere il navigatore per il conto alla rovescia. L’operazione, ad alto rischio, è quella di salvataggio dell’Eurozona, dove l’anello debole si chiama Italia e il timoniere è lui.

«Ognuno di noi in Europa come una sorta di Gps si muove riposizionandosi», ha detto il presidente del Consiglio dal Messico parlando della crisi dell’Eurozona a margine dei lavori del G20.

«Le decisioni saranno prese nei prossimi giorni, 10 al massimo», ha poi annunciato il Prof, precisando che un appuntamento importante di «avvicinamento a queste decisioni è il quadrilaterale a Roma del 22 giugno». Quello Merkel-Hollande-Rajoy-Monti, capi di governo di Germania-Francia-Spagna-Italia.

L’obiettivo per uscire dal tunnel è sempre lo stesso: prendere la strada della crescita. «Ci siamo molto impegnati perché il documento finale del G20 rifletta quella che è anche la posizione italiana e cioè un maggior accento sulla crescita da porre come necessità», ha ammesso Monti.

Del resto la crescita «è stato il tema del mio intervento al G20, in un quadro di forte rilancio della ripresa, rispettando gli equilibri di bilancio. La posizione del governo italiano, nota da molto tempo, è quella di dare più spazio agli investimenti pubblici», ha spiegato il primo ministro.

Sarà perché è in Sud America, ma il Professore ha una visione più globale: «Il problema dell’Eurozona è serio, ma non è l’unico dell’economia mondiale» e di questo «c’è consapevolezza».

Dopo la tensione tra Usa e Ue, il premier ha dato la sua versione dei fatti sul previsto vertice – poi saltato – della serata del 18 giugno tra i leader europei e il presidente Barack Obama: «Non si è tenuto perché dell’euro si era parlato tutto il giorno».

Monti ha sottolineato di aver «parlato con Obama che mi ha chiesto se fosse necessario discuterne ancora. Mi sono riservato di chiederlo a Hollande e Merkel e anche loro hanno convenuto che il confronto sul tema dell’euro era già stato ricco».

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