Il ministro: “mai detto falsità, fuorvianti i dati Inps. Possibile estensione del trattamento di disoccupazione

Elsa Fornero

“Le soluzioni al problema degli esodati dovranno necessariamente essere diverse e una di queste per i lavoratori più giovani potrebbe essere l’estensione del trattamento di disoccupazione o il sostegno all’impiego”. Lo ha detto il ministro del Welfare Elsa Fornero, che sulla questione degli esodati adesso sta rischiando grosso.

Il Ministro ha parlato al Senato sottolineando che “per quanto riguarda i lavoratori meno anziani, il mix delle soluzioni può muovere dall’estensione del trattamento di disoccupazione a formule di sostegno dell’impiego di queste persone, per esempio, con incentivi contributivi e fiscali nella direzione indicata dallo stesso disegno di legge di riforma del mercato del lavoro. Non vanno esclusi la partecipazione su base volontaria a lavori di pubblica utilità, che possono essere gestiti dagli enti territoriali, utilizzando loro fondi, né, previo accordo con le parti sociali, l’uso dei fondi interprofessionali”.

“Da ultimo, sempre nella valutazione del costo collettivo e dell’impatto sul trattamento previdenziale del singolo lavoratore, si potrebbe considerare di ricorrere ad una norma per estendere il contributivo pieno anche agli uomini – già in vigore per le donne – come opzione di scelta da demandare a lavoratore e azienda”, ha spiegato Fornero.

Fornero si è difesa riguardo al caos sul numero degli esodati: “Aver dato priorità a un certo numero di persone che avrebbero potuto trovarsi a breve senza reddito, con il decreto per i 65mila esodati, non significa aver trascurato il problema degli altri. La non imminenza del problema che riguarda coloro che andranno in pensione dal 2014 e l’assenza di risorse finanziarie per un bilancio già messo a dura prova, ci hanno fatto ritenere si potesse affrontare il problema” degli altri esodati “nei mesi successivi con criteri di equità e sostenibilità finanziaria”.

“Respingo con forza – ha proseguito Fornero – di aver fornito informazioni non vere dei lavoratori interessati o di aver inteso sottrarre dati alla pubblica conoscenza”. I lavoratori da salvaguardare oltre i 65mila già coperti dal decreto, potrebbero essere “55mila”, tra questi “40mila” sono quelli “in mobilità ordinaria al 31 dicembre e potrebbero rientrare nello status di salvaguardati”.

Sempre per Fornero “la tabella” dei 400mila elaborata dall’Inps e diffusa dalla stampa “è parziale e, ove non corredata da adeguate spiegazioni, fuorviante, così da prestarsi a facili strumentalizzazioni.

Un giudizio duro sul Ddl lavoro è stato espresso dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che ha detto: “La riforma del lavoro, fatta così, è una vera boiata ma non possiamo che prendercela così”. Quella che l’Italia sta vivendo è “una situazione di grande preoccupazione in un quadro politico sconcertante”, ha proseguito il numero uno degli imprenditori. Che ha poi riferito di aver affrontato questo tema in mattinata durante un incontro con il presidente del Senato, Renato Schifani. “Mi sono trattenuto da Schifani – ha raccontato Squinzi – che si è detto molto preoccupato dall’incertezza del quadro politico. Ci auguriamo tutti di poter superare questo momento senza ulteriori traumi”.

Sul numero degli esodati i consulenti del lavoro hanno confermato la vastità del fenomeno: “Se non sono 390 mila, di sicuro non scendono sotto i 370 mila”. “Se è vero – ha sottolineato il presidente della fondazione studi dei consulenti del lavoro, Rosario De Luca – che 65 mila lavoratori sono stati salvaguardati dal decreto, ne restano almeno altri trecentomila che in virtù della normativa vigente si ritroveranno presto esodati in attesa della pensione senza aspettare le nuove regole previste dal dicastero guidato da Elsa Fornero”.

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