Successo dei conservatori: “i cittadini non vogliono una rivoluzione ma stabilità”. Il disastro per Atene e l’Europa ora sembra meno lontano. Soddisfatti Ue e Stati Uniti 

destra pro-Euro vince le elezioni in Grecia

«I greci hanno scelto di restare legati all’Europa. Questa è una vittoria per tutta l’Europa. Non servono rivoluzioni, occorre stabilità»: così il leader di Nea Dimokratia, Antonis Samaras, commenta l’esito delle legislative in Grecia. Il suo partito ha vinto le elezioni e ha “regalato” un sospiro di sollievo al Vecchio Continente.

«Siamo il primo partito: è venuta l’ora di formare un governo di unione nazionale» pro-euro «per uscire dalla crisi», dice in serata Dora Bakoyannis, dirigente del partito conservatore, in testa nei risultati parziali. Gli occhi del mondo sono puntati tutti su Atene, chiamata alle elezioni legislative, riconvocate dopo quelle – inconcludenti – del 6 maggio scorso. Il risultato è decisivo per il futuro del Paese e per la stessa sopravvivenza dell’Euro.

«I greci hanno scelto, rispettiamo la loro scelta democratica in pieno e confidiamo che i risultati delle elezioni consentano la rapida formazione di un governo»: è quanto scrivono il presidente Ue Herman Van Rompuy e quello della Commissione Josè Barroso in un comunicato congiunto. «Appoggeremo gli sforzi continui» della Grecia, e siamo impazienti di lavorare con il nuovo governo.

Il popolo greco ha compiuto «sforzi considerevoli» e gli verrà dato «sostegno» nel processo di aggiustamento del bilancio. È quanto si legge nel documento dell’Eurogruppo al termine della conference call fra i leader dell’Eurozona, convocata per fare il punto sulla situazione in Grecia. Monti ha partecipato alla consultazione collegandosi via satellite dall’aereo che lo porterà in Messico, a Los Cabos, per la riunione del G20. La speranza dell’Europa è quella di una «formazione veloce» di un nuovo governo greco: solo successivamente la Troika tornerà ad Atene per valutare i progressi fatti nella ristrutturazione dei conti. Infine, l’Eurogruppo, in cui si ribadisce la necessità che l’esecutivo aderisca al programma di salvataggio.

«È nell’interesse di tutti che la Grecia resti nell’area euro rispettando gli impegni per le riforme». Lo ha detto la Casa Bianca, commentando l’esito del voto in Grecia: «Ci auguriamo – ha continuato – che le elezioni portino velocemente alla formazione di un nuovo governo» in Grecia in grado di compiere passi in avanti per il popolo

Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) è pronto a impegnarsi con il nuovo governo greco. Lo afferma il Fmi in una nota, sottolineando di essere pronto ad aiutare la Grecia a centrare i suoi obiettivi economici.

Con oltre il 50% dei voti scrutinati in Grecia, Nea Dimokratia ottiene il 30,24 %, e 130 seggi, Syriza il 26,30% e 70 seggi, il Pasok il 12,69 e 34 seggi. Poi Greci indipendenti (7,45%, 20 seggi), Alba Dorata (6,94, 18 seggi), Sinistra democratica (6,07, 16 seggi) e Kke (4,43, 12 seggi). La legge elettorale greca prevede che il partito di maggioranza relativa prenda un bonus – più che mai decisivo in questo testa a testa di oggi – di 50 seggi: essere primi, anche con un vantaggio risicato di mezzo punto percentuale, è fondamentale.

Il voto greco si è polarizzato verso Nea Dimokratia e Syriza, che potrebbero quindi ottenere la maggioranza assoluta alleandosi con altre forze politiche. Cosa che, invece, non era avvenuta il 6 maggio scorso. Secondo i calcoli sul sito del quotidiano Kathimerini, chiunque vinca con le percentuali indicate dagli exit poll (attorno al 30%) avrà circa 130 seggi in Parlamento. La maggioranza che serve per governare è di 151 seggi su 300.

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