Tutto pronto per il riavvio di due reattori nucleari nell’ovest del Giappone: lo ha deciso il premier del paese Yoshihio Noda. Proprio in questi giorni è stata disposta la riaccensione dei reattori n. 3 e 4, messi fuori uso drasticamente dal sisma-tsunami dell’11 marzo 2011, durante la quale persero la vita oltre mille persone; la scossa più forte di 8,9 gradi Richter, seguita da varie di assestamento, aveva provocato il crollo di una diga nella zona dell’impianto di Fukushima, provocando un allarme nucleare.

“Abbiamo deciso a favore di questa opzione e i preparativi per un effettivo riavvio sono in corso ” ha dichiarato durante una conferenza stampa il ministro dell’Industria nipponico Yukio Edano; la decisione è stata presa dopo un lungo consiglio dei ministri durante il quale il capo del governo ha ottenuto il via libera dal governatore di Fukui, Issei Nishikawa, la cui prefettura ospita l’impianto di Oi e 14 dei 50 reattori presenti in tutto il territorio giapponese.

Le due unità della centrale di Oi sfruttate dalla compagnia Kansai Electric Power sono stati esaminati e controllati approfonditamente dall’Agenzia di sicurezza nucleare, da un comitato ad hoc e dai rappresentanti della comunità locale che hanno giudicato attualmente sicuri i reattori. Ora il Giappone potrà tornare a produrre energia nucleare: critica l’opinione pubblica, ancora scossa dal disastro nella centrale atomica di Fukushima, visto che il provvedimento e’ stato preso nonostante i dubbi di un’insufficienza di energia elettrica quando in estate i consumi aumenteranno per l’aria condizionata.

Nei pressi della residenza ufficiale di Noda nel centro di Tokyo, 500 persone hanno contestato il premier per l’avvio dei reattori con cartelli contro il nucleare. Noda, però, si è dichiarato felice della ripresa dell’attività affermando che “l’energia nucleare è necessaria per un certo periodo per rilanciare l’industria giapponese».

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