Giunta comunale delibera la proposta di istituzione del balzello: adesso sarà il Consiglio a pronunciarsi 

primo placet alla tassa di soggiorno

La Giunta comunale di Taormina ha deliberato la proposta per l’istituzione della tassa di soggiorno.

A dettare la scelta di stringere i tempi per l’introduzione del balzello anche la situazione complicata del bilancio comunale, dove al momento lo schema da esitare per la casa municipale fa registrare una sofferenza di Un milione 600 mila euro. L’intenzione dell’Amministrazione, o almeno della Giunta, sarebbe quella di far avviare al più presto la tassa così da liberare risorse nel bilancio da destinare ad altri servizi.

I proventi della tassa, come si sa, andrebbero destinati – obbligatoriamente per legge – soltanto ai servizi per il turismo e la promozione del territorio, e di riflesso quelle somme invece sin qui spese annualmente impiegate dal Comune proprio per il turismo sarebbero libere da questa incombenza e riutilizzati in altri ambiti.

Malgrado il “no tax” degli albergatori il sindaco, Mauro Passalacqua, ha firmato una proposta destinata, insomma, per forza di cose a far discutere.

La proposta è stata fatta comunque dall’assessore al Bilancio, Fabio D’Urso, che si trova costretto a far quadrare i conti in tempi ormai molto stretti e che già nei giorni scorsi aveva ipotizzato una soluzione che potrebbe essere l’introduzione della tassa “non per i turisti che arriveranno tramite contratti già sottoscritti con i tour operator ma solamente per i visitatori che raggiungeranno la città in via del tutto autonoma”.

In ogni caso la proposta dovrà essere ora discussa dal Consiglio comunale che deciderà se farla istituire e in tal caso da quando.

L’assemblea presieduta da Eugenio Raneri è in questi giorni alle prese già con altre situazioni spinose come il caro prezzi delle tariffe della funivia (l’argomento verrà discusso nei prossimi giorni) e adesso dovrà affrontare l’esame della proposta di introduzione della tassa di soggiorno. Gli albergatori hanno definito la tassa “iniqua”, ritenendo che penalizzerebbe il turismo in un momento di crisi e per questo hanno detto “no” a questo iter, ritenendo che sia di competenza della Regione e non del Comune.

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